"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

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COMUNICATO SUL CONVEGNO "PALESTINA E DINTORNI". FRONTE PALESTINA.

COMUNICATO SUL CONVEGNO "PALESTINA E DINTORNI". FRONTE PALESTINA.

Sabato 23 Gennaio 2016, Roma ha ospitato la Conferenza Nazionale “Palestina e Dintorni. Palestina oggi, avanguardia della resistenza internazionalista”  del Fronte Palestina.

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LIBERARE TUTTI I DANNATI DELLA TERRA!

LIBERARE TUTTI I DANNATI DELLA TERRA!

Riprendere in mano la questione della carcerazione in questi tempi di dura prevalenza delle ideologie neoliberiste, della “meritocrazia” borghese, della diffusione delle posizioni leghiste e forcaiole, della “tolleranza zero” (ma solo contro i poveri), è un’operazione di minoranza, ma imprescindibile per chi come noi intende condurre una critica radicale a questo sistema. Sappiamo bene che il carcere non è un corpo estraneo della società, che questa istituzione incorpora dentro di sé le contraddizioni “di classe” che sono insite nel capitalismo e che si accentuano nei periodi di crisi economico-sociale com’è quello odierno. Il carcere è quindi un rapporto sociale.

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PERCHE' LA CAMPAGNA DI LOTTA CONTINUA PER L'ACCERTAMENTO DELLA VERITA' SULL'ASSASSINIO FU GIUSTA.

PERCHE' LA CAMPAGNA DI LOTTA CONTINUA PER L'ACCERTAMENTO DELLA VERITA' SULL'ASSASSINIO FU GIUSTA.

Perché la campagna di Lotta Continua per l’accertamento delle responsabilità del commissario Calabresi nella morte del compagno Pinelli fu giusta

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"L'ALBERO DELLA STORIA E' SEMPRE VERDE"

"L'ALBERO DELLA STORIA E' SEMPRE VERDE"

Il 9 gennaio a Milano abbiamo fatto un primo piccolo passo in avanti verso la costruzione di una Rete di compagni che si riconoscono nell’urgenza di riprendere un cammino interrotto e nella necessità di produrre un nuovo pensiero politico antagonista. Un progetto politico che sappia calarsi nel tempo della crisi senza fine del capitalismo, ma anche confrontarsi con la fragilità dell’odierna opposizione sociale e politica. Un pensiero politico che aspiri a conquistare uno spazio nel conflitto di posizione che ci vedrà impegnati in primo luogo a pensare e a organizzare la resistenza contro gli effetti devastanti della riproduzione del tardo-capitalismo. Quindi in grado di contrastare il carattere predatorio e cannibalesco dell’attuale forma di capitalismo che per sopravvivere e continuare a svilupparsi si vede costretto a consumare la vita delle persone e a divorare i beni naturali di noi tutti. Un sistema che, esaurita la sua spinta propulsiva, appare oggi come la “parte maledetta” della storia.

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VERSO LA LOTTA GENERALE: LOTTIAMO PER VIVERE!

VERSO LA LOTTA GENERALE: LOTTIAMO PER VIVERE!

(da Lotta Continua  2 febbraio 1972)

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NE' A GENOVA, NE' DA NESSUN'ALTRA PARTE

NE' A GENOVA, NE' DA NESSUN'ALTRA PARTE

La notizia che i fascisti di Forza Nuova hanno intenzione di radunare a Genova i rottami del nazi-fascismo europeo è una sfida provocatoria a una città con forti radici e tradizioni antifasciste. È una sfida che tutti i sinceri antifascisti devono respingere con fermezza.

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GUERRA ALLA GUERRA!

GUERRA ALLA GUERRA!

                                                          LE DIFFICOLTA’ DELLA LOTTA ALL’IMPERIALISMO.

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NON CI SONO MISTERI NELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE!

NON CI SONO MISTERI NELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE!

La recente morte di Licio Gelli e il ricordo della strage di Piazza Fontana hanno consentito al circo massmediatico di potersi esercitare nel solito repertorio di consolidate banalità. La storia degli anni 60 e 70 sarebbe stato il campo in cui si sono scontrati “opposti estremismi”, in cui si sono tessute “trame oscure” e occultati “misteri” che non saranno mai chiariti.

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KELLER ELETTROMECCANICA: UNA STORIA IGNOBILE DELLA CRISI DEL SUD.

KELLER ELETTROMECCANICA: UNA STORIA IGNOBILE DELLA CRISI DEL SUD.

Il caso della Keller si colloca nella generale crisi produttiva e occupazionale che ha colpito tutto il paese, e in modo ancora più violento i territori del Sud. Imprese che hanno usufruito di agevolazioni, sussidi, incentivi da parte dei governi per insediarsi nel Meridione (pensiamo al caso clamoroso della Fiat a Termini Imerese), smantellano gli stabilimenti lasciandosi alle spalle disoccupazione e impoverimento di tutto il territorio. L’area palermitana è una delle zone dove la crisi ha colpito duramente: il solo settore metalmeccanico, negli anni della crisi, ha perso circa il 30% dei livelli occupazionali. La Keller Elettromeccanica, nelle sue due sedi di Villacidro (Medio Campidano - Sardegna) e Carini (Palermo), occupava quasi 500 tute blu nella produzione di materiale rotabile e ferroviario. La chiusura di questa importante realtà produttiva del territorio ha seguito il medesimo copione di molte altre situazioni industriali che non sono state in grado di reagire alla crisi e spesso hanno chiuso dopo un’agonia che durava da anni, nell’indifferenza generale. Per la Keller gli ingredienti e i passaggi della crisi sono stati il susseguirsi di situazioni debitorie, la riduzione dei volumi produttivi, i periodi di cassa integrazione, le minacce di chiusura definitiva dei cancelli. Nella fase finale, quando il decesso è oramai prossimo, puntuali si presentano avvoltoi di ogni genere (anche multinazionali) che piombano su quel che resta degli stabilimenti in crisi nel tentativo di acquisirli senza sborsare un euro e senza alcun piano industriale da mettere in campo. Tutto questo succede nella più totale assenza della “politica” a tutti i livelli (salvo qualche inconsistente interesse propagandistico ed elettorale) e nell’incapacità o mancanza di volontà di condurre come si deve le vertenze da parte delle direzioni sindacali, spesso intrallazzate con i partiti politici e fantomatici rappresentanti dell'antimafia che hanno tratto solo collanti per poltrone. Nel caso della Keller un ruolo del tutto negativo è stato giocato dalla Segreteria regionale della Fiom, la stessa che ha gestito il disastro della Fiat di Termini Imerese. Quindi di chi sono le responsabilità nella chiusura della Keller?

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LA NOTTE CHE PINELLI... con un brano tratto da: Morte accidentale di un anarchico di Dario FO.

LA NOTTE CHE PINELLI... con un brano tratto da: Morte accidentale di un anarchico di Dario FO.

Era la notte fra un lunedì e un martedì di 46 anni fa quando il compagno Pino Pinelli, anarchico, ferroviere, fu precipitato dal quarto piano della Questura di Milano. Entrato in questura il venerdì pomeriggio con il suo motorino su richiesta di Calabresi, trattenuto illegalmente per più di tre giorni, sottoposto a continui interrogatori, con poche ore di sonno su una panchina e alimentato con panini, uscì dalla questura su una barella. I compagni di quel tempo quella storia la conoscono. Non ci sono misteri su piazza Fontana, non ci sono misteri sulla tragedia di Pinelli. Pino lo abbiamo conosciuto quando non c'era più, lo abbiamo amato e lo portiamo sempre con noi.

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IL ROMANZO DI TULLIO GIORDANA.

IL ROMANZO DI TULLIO GIORDANA.

“QUELLA SERA A MILANO ERA CALDO...” (da LOTTA CONTINUA, aprile 2012)

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PIAZZA FONTANA IERI E OGGI Il filo rosso della nostra storia. La lotta continua!

PIAZZA FONTANA IERI E OGGI                                                     Il filo rosso della nostra storia. La lotta continua!

Quarantasei anni fa le bombe fatte esplodere a Milano e a Roma sono state il feroce messaggio che i dominanti ci hanno mandato. Volevano dirci che non avrebbero più accettato la travolgente crescita del movimento che nel biennio rosso (68-69) reclamava la liberazione dallo sfruttamento e dall’alienazione del sistema. Allo spavento provocato dall’insorgenza operaia e proletaria, la classe dominante rispondeva con le bombe sui treni, nelle banche e nelle piazze. Dalle bombe del 12 dicembre ha preso origine e si è definita quella strategia, nota come “strategia della tensione”, che aveva come finalità quella di impaurire e di far arretrare l’emergente soggetto collettivo che aveva occupato il centro della scena sociale e politica.

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Quella sera a Milano era caldo…

Quella sera a Milano era caldo…

Pasquale Valitutti, Lello, è un testimone “fantasma”, lo è da 45 anni. Lello è l’unico testimone non appartenente all’Ufficio Politico, non appartenente a nessuna forza di polizia, presente nel piano della Questura milanese da cui venne “suicidato” Pinelli, Pino. Da 45 anni Lello continua a ribadire con fermezza la sua verità perché “la verità non ha una sua variabilità”. Prima del 15 dicembre 1969, non conoscevamo Pinelli. Poi diventò uno di noi, per noi diventò la “Vittima” di quella “strategia della tensione” che fu agita dalle classi dominanti contro le nostre lotte e le nostre speranze. Riportiamo una parte di una conversazione che abbiamo avuto con Lello, in cui ribadisce la sua memoria dei quella notte del 15 dicembre nella Questura di Milano. Lello non ha mai subito alcuna denuncia per “falsa testimonianza”.

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La questione della repressione e l'equivoco sul concetto dello stato di diritto

La questione della repressione e l'equivoco sul concetto dello stato di diritto

Periodicamente, in particolare negli ultimi anni, si ripropone, o viene riproposta pretestuosamente, la questione della Repressione dei movimenti cosiddetti antagonisti dando così luogo ad interpretazioni e analisi che si pongono, spesso, anche come criterio di metodo dell'azione ossia come strategia dell'agire politico.

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Un primo passo per ricomporre l'unità di classe!

Nonostante i teorici del finanzcapitalismo e i vari pagliacci bocconiani travestiti da professori di vario colore politico ipotizzino ogni giorno un nuovo scenario per una possibile uscita dalla crisi, noi di Lotta Continua, assieme alla stragrande maggioranza dei proletari, sappiamo fin troppo bene che queste sono soltanto vane illusioni: ciò che da cinque anni sta polverizzando l’esistenza di migliaia di persone è una crisi di sistema, e non un incidente di percorso come vogliono farci credere per continuare a legittimare lo stato di cose presente. Questa crisi e la macelleria sociale che ne è seguita, hanno dimostrato che l’unica soluzione definitiva al perdurare del disastro economico e sociale è la demolizione violenta del sistema nella sua totalità e la sua sostituzione con una società in cui il lavoro sia definitivamente liberato dall’alienazione e dall’asservimento al profitto.
Le condizioni oggettive hanno raggiunto un livello tale di drammaticità che sarebbe naturale pensare a uno scontro di classe già avanzato, sia sul terreno dell’organizzazione che su quello della violenza. Così però (ancora) non è: manca l’apporto soggettivo per il cambiamento radicale e, nello specifico, manca l’unità di classe del proletariato. Per ricomporre questa unità politica è necessario, oggi più che mai, partire con un lavoro capillare sul territorio al fine di riorganizzare collettivamente le esperienze di lotta dei vari reparti della classe.
Il coordinamento rsu dei metalmeccanici che si è costituito nell’hinterland milanese, è un primo passo non sufficiente ma sicuramente necessario per tornare a pensare e agire come classe.

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Tonino Miccichè: la memoria del presente

Tonino Miccichè: la memoria del presente

Trentotto anni fa, nel quartiere della Falchera, a Nord di Torino, nel corso della più grande occupazione di case della Città, veniva assassinato Tonino Miccichè da una guardia giurata iscritta alla Cisnal, il sindacato fascista del tempo.

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L'agenda Monti e l'agenda del capitalismo in crisi

L'agenda Monti e l'agenda del capitalismo in crisi

Con l'inizio dell'anno prende il via l'istituzionalizzazione delle politiche di espropriazione e di austerità prevista dal Fiscal Compact. Si tratta di politiche fatte proprie da tutte le principali forze partitiche, garantite anche dalla Carta d'Intenti firmata da PD e SEL. Questa realtà ci impone il definitivo abbandono di tutti quei terreni in cui siamo perdenti da sempre e ci spinge nella direzione della creazione di soggettività politiche autonome dai meccanismi di riproduzione del Capitale e dalle forme della politica dominante.

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La crisi del sindacato - Note per un’inchiesta

La crisi del sindacato - Note per un’inchiesta

La pesante crisi economica che caratterizza l'attuale fase storica sta nuovamente portando in primo piano le tematiche del lavoro dopo decenni di marginalità politica, mediatica e culturale. Condizioni materiali del lavoro, tipologie dei contratti di lavoro, rapporti fra lavoro e vita, salario e reddito stanno riprendendo la scena e chiedono risposte che, oggi, il sindacato non è in grado di dare.

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Religione e “Capitale” nel meeting dell'autoeletto “Popolo di Dio”

Riproponiamo l'articolo scritto l'anno scorso in occasione del 32° Meeting di Comunione e Liberazione, pubblicato sul numero 0 di Lotta Continua.

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Fare un giornale ai tempi di Marchionne e Monti

Fare un giornale ai tempi di Marchionne e Monti

Mentre scriviamo, si sta consumando l'assalto finale agli ultimi fortini che abbiamo conquistato nel lungo ciclo di lotte degli anni Sessanta e Settanta. Monti sta centrando tutti gli obiettivi per cui ha avuto il mandato dal capitale globale. Ora potrà portare ai “mercati” internazionali il tabù infranto dell'articolo 18, il frutto del suo “tecnico” sporco lavoro. Potrà mostrare ai suoi compari lo scalpo di quello che è diventato (non sempre a ragione) il simbolo di una stagione che ha messo con le spalle al muro la “legge” del profitto.

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