"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

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USCIRE DALLA CRISI E DAI TAGLI DRACONIANI DELLA UE

USCIRE DALLA CRISI E DAI TAGLI DRACONIANI DELLA UE

Siamo certi che per la Grecia sia stato un vantaggio la moneta unica (l'Euro) e l'adesione alla Ue?

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APPALTI: NON CONTA SOLO L'ONESTA' E LA TRASPARENZA. DEI LAVORATORI CHI PARLA?

APPALTI: NON CONTA SOLO L'ONESTA' E LA TRASPARENZA. DEI LAVORATORI CHI PARLA?

L'attuazione del codice degli appalti è in ritardo ma pensiamo che il problema non sia solo quello di garantire legalità e trasparenza ma anche precise clausole sociali a vantaggio delle lavoratrici e dei lavoratori. L'esatto contrario di quanto sta accadendo con numerose sentenze che ormai fanno giurisprudenza e vedono, nei cambi di appalto, perdita di posti di lavoro e di ore per salvaguardare solo gli interessi aziendali.  In queste ore si è scatenata l'ennesima polemica con l'autorità anticorruzione a difendersi dalle critiche del Governo.

 In Italia la corruzione esiste e si va rafforzando, diventa sempre più palese che norme e regolamenti possono essere aggirati ma il nostro grido di allarme va alla crescente disattenzione verso i lavoratori proprio nei cambi di appalto. La corruzione poi si combatte in tanti modi, sicuramente non la si combatte con gli stipendi da fame

 Siamo aperti a discutere delle stazioni appaltanti e delle procedure ma quello che non vediamo in giro è l'interesse verso le lavoratrici e i lavoratori degli appalti. E per noi ogni ragionamento parte da questo imprescindibile punto.

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A FORZA DI SCEGLIERE IL MALE MINORE IL POPOLO VA A DESTRA.

A FORZA DI SCEGLIERE IL MALE MINORE IL POPOLO VA A DESTRA.

Analisi del voto nel comune di Pisa

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TROPPE TASSE SUL LAVORO

TROPPE TASSE SUL LAVORO

In Italia a pagare troppe tasse non sono i padroni e i redditi elevati ma i lavoratori. Partiamo da questa semplice constatazione per arrivare ad un obiettivo comune: costruire una iniziativa sindacale e sociale per giungere al risultato di abbattere le tassazioni sui redditi inferiori a 35 mila euro. Con il 42,6% l’Italia è il Paese Ue con la più alta tassazione sul lavoro a fronte di una media dell’Europa a 28 Stati pari al 36,1%.

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CENTRI PER L'IMPIEGO AL COLLASSO.

CENTRI PER L'IMPIEGO AL COLLASSO.

Da anni parliamo delle politiche attive e di formazione in materia di lavoro, ne parliamo spesso senza cognizione di causa o con pochi elementi oggettivi. In Italia si spende poco, e male, per tanto tempo abbiamo ignorato i limiti dei centri per l'impiego, limiti che nascono anche dalle privatizzazioni.

Molti servizi pubblici avevano bisogno di personale a tempo determinato per il reclutamento del quale si attingeva direttamente dagli uffici di collocamento, ora centri per l'impiego.

Questo personale serviva per tenere aperti plessi scolastici e per innumerevoli funzioni nel frattempo esternalizzate. La crisi dei centri per l'impiego nasce anche da qui, sono tanti a non iscriversi nelle liste di disoccupazione ritenendo questo percorso inutile ai fini del reperimento di una occupazione.

Il resto lo ha fatto la Legge Del Rio depotenziamento le province e indebolendone molte funzioni tra le quali, appunto, anche quelle inerenti formazione e lavoro.

In altri paesi d'Europa si spende molti più soldi per i centri per l'impiego, per supportarli adeguatamente.

Ma anche sui dati non c'è chiarezza, per esempio pochi sanno che agli sportelli dei centri in un anno si rivolgono oltre 80mila persone, sono migliaia i colloqui, decine di migliaia i cosiddetti patti di servizio.  Ma per funzionare i centri per l'impiego avrebbero bisogno di personale stabile e non precario

Abbiamo centri con scarsi mezzi a loro disposizione,  8mila dipendenti in 500 strutture, in Germania gli impiegati sono 110mila , oltre 45mila in Francia e circa 60mila in Gran Bretagna.

Il problema non è connesso al conflitto tra politiche attive e passive del lavoro (c'è chi vorrebbe abbattere le tutele collettive con la scusa di finanziare le politiche di orientamento e di formazione), la questione è invece un'altra ossia che si spende poco per la formazione e per la Pubblica amministrazione che dovrebbe essere strumento per rilanciare il lavoro, la innovazione e i percorsi formativi, proprio come accade in molti altri paesi europei mentre da noi si pensa solo a contrarre la spesa. 

In Italia si spende ben poco per i disoccupati, si spendono 200 euro per disoccupato,  in Germania la spesa supera 6mila euro, in Olanda 3mila e in Francia 1.800.

Il nodo saliente è legato alle politiche del lavoro, al ruolo della Pubblica amministrazione, eludere la questione significa solo affossare i centri per l'impiego e condannarli alla marginalità offrendoli, alla occorrenza, come vittime sacrificali per ulteriori processi di privatizzazioni, quelle privatizzazioni che poi sono direttamente responsabili di avere affossato formazione, lavoro e percorsi di indirizzo e formazione.

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TANTO CARA MI FU QUESTA IVA

TANTO CARA MI FU QUESTA IVA

Alzare o abbassare l'Iva? Una questione non facile da affrontare per le ripercussioni che potrebbe avere sull'economia ma più semplicemente sulle nostre buste paga.
Ma quanto torna dall'Iva nelle casse pubbliche? Più o meno siamo attorno a 35 miliardi in Italia ma tra tutti i dati ve ne è uno significativo, quello relativo alla evasione di questa imposta sul valore aggiunto adottata in una sessantina di nazioni , ebbene parrebbe che l'Italia il paese con il tasso di maggiore evasione, un quarto della evasione in Ue.
La questione Iva allora sarà al centro dell'analisi economica ma anche della querelle politica, si tratta non solo di combattere l'evasione ma di stabilire un modello di tassazione e sullo sfondo della questione Iva si trova ben altro, a partire dalla Flat tax. E' di questo che dovremo parlare perché ogni tassazione dovrebbe avere un valore progressivo per essere equa ma l'equità non ha più valore di cittadinanza.
Iniziamo allora a riflettere perché dal modello di tassazione dipende anche il modello di società e quello all'orizzonte non è certo un passo avanti.
Altro discorso sarebbe stabilire una progressività della tassazione con  un occhio di riguardo verso i redditi inferiori a 40 mila euro ma ciò potrebbe accadere con altri rapporti di forza , sicuramente diversi da quelli attuali.

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SU ALCUNE QUESTIONI DELLA FASE ATTUALE

SU ALCUNE QUESTIONI DELLA FASE ATTUALE

INTERVISTA AI COMPAGNI DELLA REDAZIONE PISANA DI  LOTTA CONTINUA

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ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA PER STRANIERI: PESANTI LIMITI E VINCOLI AL DIRITTO ALLA SALUTE.

ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA PER STRANIERI: PESANTI LIMITI E VINCOLI AL DIRITTO ALLA SALUTE.

Nell’ambito della popolazione migrante, se i richiedenti asilo affrontano difficoltà ormai note, la fascia della cosiddetta “migrazione economica ”vive in condizione di precarietà e  l’assistenza socio-sanitaria. corre seri pericoli soprattutto se andranno in porto le istanze securitarie del nuovo Governo. Negare servizi ai migranti non significa rafforzare quelli oggi esistenti per gli autoctoni, i diritti alla salute, alla casa e alla istruzione dono universali e non possono cedere al ricatto dei tetti di spesa né tanto meno a discriminazioni etniche

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CON SACKO CONTRO SFRUTTAMENTO E MISERIA

CON SACKO CONTRO SFRUTTAMENTO E MISERIA

Il ministro dell'Interno dovrebbe essere in queste ore nel comune di San Fernando. Ma al contrario, invece, Matteo Salvini continua a soffiare sul fuoco tanto da giudicare le Ong e le cooperative che si occupano della accoglienza migranti alla stessa stregua degli scafisti.

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MANIFESTAZIONE REGIONALE " NO GUERRA NO CAMP DARBY" UN CORTEO DI 450 PER DIRE NO ALLA FERROVIA PER IL TRASPORTO DI ARMI.

MANIFESTAZIONE REGIONALE " NO GUERRA NO CAMP DARBY" UN CORTEO DI 450 PER DIRE NO ALLA FERROVIA PER IL TRASPORTO DI ARMI.

Manifestazione regionale "No Guerra No Camp Darby": un corteo colorato e pacifico di 450 persone per dire No alla costruzione della nuova ferrovia per il trasporto delle armi.

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2 GIUGNO MANIFESTAZIONE A CAMP DARBY

2 GIUGNO MANIFESTAZIONE A CAMP DARBY

 da Rete Civica Livornese contro la nuova normalità della guerra, Livorno

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PERCHE' PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 2 GIUGNO A CAMP DARBY

PERCHE' PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 2 GIUGNO A CAMP DARBY

Il 2 giugno ripudia la guerra e la militarizzazione.
Manifestazione a Camp Darby contro la guerra e per la smilitarizzazione del territorio. La manifestazione prevede il concentramento alle 1430 davanti alla Basilica di San Piero a Grado da dove partirà una marcia di 5 km per arrivare ai cancelli della base Usa di Camp darby
ne abbiamo parlato con alcuni degli organizzatori nel corso della conferenza stampa tenutasi il 1 Giugno davanti al Comune di Pisa

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ANCHE SENZA COTTARELLI IN ARRIVO LA SPENDING REVIEW

ANCHE SENZA COTTARELLI IN ARRIVO LA SPENDING REVIEW

Se qualcuno pensa che la spending review sia messa in soffitta per la mancata nomina di Cottarelli a Presidente del Consiglio, allora sarà bene che si ricreda.  Questione di giorni, anzi saremmo già in ritardo, per il Decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) che dovrebbe prevedere i primi tagli di spending review per i ministeri per poi inserire tutte le misure dentro la manovra di Bilancio autunnale.

E, a scanso di equivoci, il Quirinale non avrà nulla da eccepire davanti ai tagli, anzi se sollecitato a dovere dall'UE se ne farà carico direttamente. Forse a pensare male ci si indovina ma per capirlo non serve essere diabolici, siamo davanti a un Governo formato da forze che hanno più volte caldeggiato la spending review , magari con parole diversi ma concetti identici, ora si tratta di capire dove saranno indirizzati i cosiddetti risparmi di spesa ricordando che già il Governo Gentiloni aveva indicato  tagli per le amministrazioni centrali .

Questioni formali, prima del Def e di eventuali Dpcm, ma intanto le indicazioni della Ragioneria dello Stato sono ben chiare se parlano di taglio strutturale da 1 miliardo l’anno ai ministeri e stando al programma di Governo dei due partiti si ipotizzava almeno 30 miliardi di tagli. Ora si tratta di vedere se saranno tagliati i veri sprechi, i vitalizi, le pensioni d'oro, tassate le speculazioni finanziarie, ridotte le spese militari o se invece se la prenderanno con i lavoratori pubblici, il welfare e la sanità secondo i copioni usuali dei Governi a tutti noti.

Intanto la nomina di Moavero, docente alla Luiss di diritto comunitario e già membro del Governo Monti, rassicura i mercati ma non certo i lavoratori  e le lavoratrici (non che ci rassicurasse Savona ma almeno avevamo qualche idea in più).

Varato il Governo, resta l'incognita dei tagli, chi aveva pensato a un esecutivo di opposizione all'Ue della Troika, forse dovrebbe iniziare a fare i conti con l'allineamento alla politica Europea della Bce in materia di finanza, debito e lavoro e, perché no, scuola e università.

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GRECIA: CONTINUA LA DEVASTAZIONE SOCIALE DELLA TROIKA!

GRECIA: CONTINUA LA DEVASTAZIONE SOCIALE DELLA TROIKA!

Un nuovo sciopero generale ha paralizzato la Grecia anche se in Europa non se ne parla. Le motivazioni alla base dello sciopero sono quelle di contrapporsi alle misure di austerità che continuano a colpire le classi sociali meno abbienti, le politiche fatte di tasse, privatizzazioni, tagli ai salari e al welfare, licenziamenti

Nei prossimi giorni il Governo discuterà dell'ennesimo pacchetto all'insegna della austerità, eppure per mesi si è detto e scritto che la Grecia non era piu' una sorvegliata speciale dell'Europa. Intanto si impone alla Grecia un nuovo pacchetto di privatizzazione nonostante ben 95 delle 110  misure imposte siano state rispettate, nonostante i licenziamenti che hanno distrutto il sistema pubblico e intere parti del paese svendute agli stranieri.
Il sindacato di classe in Grecia non ha intenzione di lasciare che l'ulteriore pacchetto di sacrifici sia deliberato dal Parlamento, le statistiche recitano solo i dati positivi, per esempio la disoccupazione sembra essere scesa dal 60 al 44% ma in realtà non si tiene conto di quanti posti di lavoro abbiamo perduto in questi anni. Le misure dell'austerità non sono destinate a finire, ai sacrifici imposti seguono ulteriori tagli e privatizzazioni. È la storia dell'Europa di Maastricht, una strada senza uscita.

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RICCHEZZA CHE VA ... MISERIA CHE VIENE

RICCHEZZA CHE VA ... MISERIA CHE VIENE

Un grafico dall’economista Branko Milanovic ha rappresentato la crescita dei redditi nel mondo da trenta anni a questa parte. Per capirci di più rinviamo al suo intervento su twitter: https://twitter.com/BrankoMilan
 
Una fotografia pur parziale degli ultimi 30 anni va pur fatta per avere un quadro della ricchezza, e povertà, su scala globale. La crescita dei salari piu' accentuata la registra parte del continente Asiatico grazie anche alla grande performance economica della Cina, paese in cui le diseguaglianze risultano assai accentuate. In Cina si è formata una classe di super ricchi accanto a un proletariato metropolitano proveniente dalle campagne, costretto a vivere nei sobborghi e a orari lavorativi di oltre 10 ore al giorno nonostante gli interventi dello Stato per limitare l'orario settimanale.
In recessione invece troviamo i lavoratori africani ma anche dell'Europa occidentale con la proletarizzazione della classe media, quella classe media ex operaia che alle elezioni politiche, in Usa e in Europa, sta votando a destra.  La globalizzazione liberista, perchè liberista è, ha non solo creato l'impoverimento della classe media ma anche la crescente miseria della classe operaia. Nasce da qui il disorientamento politico, sociale e culturale di ceti fino a pochi anni fa a sinistra ed oggi usciti malconci dalla crisi globale. Allo stesso tempo, la sinistra o meglio i suoi incolori eredi, sono diventati gli alfieri dell'Europa liberista, difensori del debito e di tutte le misure , spesso draconiane, che hanno svenduto i settori pubblici, bloccato i salari e le pensioni.

Quanto accade in Italia da qualche settimana è palese di questa tendenza con i sindacati a rivestire un ruolo nefasto, quello di gendarmi delle politiche della Bce, silenti rispetto al crollo del potere di acquisto dei salari e delle pensioni, complici rispetto alla costruzione di un welfare nuovo basato su sanità e previdenza integrativa nella cui gestione hanno un ruolo importante.

Venuto meno il ruolo dei sindacati (non parliamo dei piccoli e di base) come difensori della classe lavoratrice, è iniziata una profonda crisi sociale, economica e culturale, la destra ha saputo interpretare al meglio lo sconforto di chi è stato sacrificato sull'altare del pareggio di Bilancio .  E in questa crisi vince chi soffia sul fuoco alimentando la paura dell’immigrazione o promettendo la salvaguardia delle merci nazionali e locali in antitesi al libero commercio. Il problema è che la sinistra non ha una variante conflittuale e di classe al populismo di destra, ha finito solo con lo sposare le teorie di Maastricht.. 

Il paradosso è che la destra continua a guadagnare consensi perchè la sinistra è diventata paladina degli interessi della bce e del fmi, incapace di contrapporsi all'innalzamento dell'età pensionabile e al blocco dei salari. Per questa semplice motivazione guadagnano consensi quanti hanno un programma di governo altrettanto pericoloso per le classi sociali meno abbienti, tra riduzione delle tasse per i ricchi e svendita\ privatizzazione dei servizi sociali, tra la flat tax che favorisce i redditi elevati e misure contrarie alle tutele per la classe lavoratrice.

In questo grande caos culturale, gli intellettuali sono diventati snob, guardano al populismo come un armamentario ideologico da combattere, disprezzano le classi sociali meno abbienti il cui impoverimento economico è palese ma ancora piu' forte è la perdita di identità culturale.

I comunisti sono decisamente spariti, a forza di prendersela con i populisti sono finiti nelle schiere dei paladini della Ue, un ' Europa capitalista a guida tedesca.

Un grande cambiamento culturale è necessario anche a sinistra ma sicuramente non si esce dalla crisi sostenendo i poteri forti della Bce o parteggiando per la Clinton. Una sinistra snob ed egocentrica non merita alcuna fiducia, sta quindi a noi costruire un'alternativa con teorie e pratiche conflittuali e una cassetta degli attrezzi da aggiornare visto che ormai quella ereditata dal Novecento si è dimostrata del tutto inadeguata. Aggiorniamola in fretta perchè le disuguaglianze crescenti non saranno certo arrestate dal Mov 5 Stelle o dalla Lega né tanto meno da uomini del FMI chiamati nel ruolo di salvatori della patria.

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SALARIO MINIMO: DOVE STA L'INGANNO?

SALARIO MINIMO: DOVE STA L'INGANNO?

Con i processi tecnologici, oggi potremmo lavorare 6 ore al giorno, 30 a settimana e andare in pensione a 60 anni ma i frutti della innovazione tecnologica non sono destinati a migliorare le condizioni di vita e di lavoro ma all'incremento dei profitti.
Da anni ormai siamo in presenza di cambiamenti legislativi che hanno distrutto tutele collettive e individuali, le politiche salariali intraprese hanno indebolito il potere di acquisto, gli spazi di democrazia sono sempre piu' ridotti.

L’innovazione tecnologica sembra quasi avere prodotto l'effetto opposto di quello sperato accrescendo lo sfruttamento e alimentando la precarietà.

La crescita della produttività  non sembrerebbe da tempo portare miglioramenti al tenore di vita, lo dimostra l'indebitamento della famiglia media, la precarietà lavorativa e soprattutto l'aspettativa di vita la cui crescita si è fermata. I margini di profitto sono diminuiti, qualcuno ricorderà l'analisi marxiana, resta il fatto che negli ultimi lustri il tenore di vita non cresce piu' ai livelli dei trenta anni gloriosi.

Il vero problema oggi è la  incapacità  non tanto di leggere ma di interiorizzare la trasformazione avvenuta che ha determinato l'avvento del lavoro gratuito limitando l'accesso alla istruzione di ogni ordine e grado tanto è vero che l'analfabetismo di ritorno sta dominando nei paesi a capitalismo avanzato. La tecnologia cresce di importanza ma allo stesso tempo le classi sociali meno abbienti presentano anche un deficit culturale, la bassa scolarità è sinonimo di povertà, di degrado sociale. Le classi sociali meno abbienti sono quelle con minore istruzione e la mobilità sociale è decisamente inferiore da quando hanno preso il sopravvento le teorie economiche liberiste e la dittatura dello spread.
Ma come dicono i fautori del libero mercato esiste una tecnologia neutra? No, la tecnologia è piegata a fini capitalistici tanto che oggi rende possibile la permanente connessione tra clienti e produttori, non ci sarà piu' bisogno di andare a un ipermercato a fare la spesa perchè ci porteranno a casa il cibo spazzatura, magari potremo acquistare a pochi euro dei vestiti perchè indossandoli sponsorizzeremo un marchio.

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STRAGE DI BRESCIA

STRAGE DI BRESCIA

Di seguito il link di un opuscolo sulla strage di Brescia pubblicato qualche anno fa.

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VERSO LA MANIFESTAZIONE DEL 2 GIUGNO A CAMP DARBY: QUELLO CHE GOVERNO NAZIONALE E LOCALE NON DICONO.

VERSO LA MANIFESTAZIONE DEL 2 GIUGNO A CAMP DARBY: QUELLO CHE GOVERNO NAZIONALE E LOCALE NON DICONO.

In Italia l'ampliamento di una base è stato già scongiurato dalla mobilitazione dei cittadini, è il caso dell'aeroporto militare di Vicenza.

Ma pochi sanno che l'Hub militare di Pisa, capace di equipaggiare e inviare migliaia di soldati nell'arco di pochi giorni, è stato potenziato proprio all'indomani della decisione su Vicenza dove la base militare Usa è stata ridimensionata rispetto al disegno iniziale e, al suo posto, è arrivato un parco con milioni di euro destinati a lavori pubblici.

La differenza sta anche nel fatto che le istituzioni locali venete erano contrarie a questo ampliamento, la chiesa si è mobilitata, i movimenti hanno dato vita a una vasta mobilitazione durata anni.

A Pisa, invece, il Sindaco e il Pd sono silenti e favorevoli alla costruzione di una ferrovia adibita solo a fini militari, stesso discorso vale per la Regione Toscana.
 
In queste elezioni comunali nessuno parla della Base Usa di Camp Darby, della ferrovia della guerra, dei Navicelli, dei disegni strategici.

Da due anni è stata assunta la decisione di costruire una ferrovia che permetta alla base di Camp Darby il trasporto di armi utilizzando la stazione di Tombolo che sarà recuperata dopo anni di abbandono. Eppure se non fosse stato per la caparbietà di un consigliere comunale di Città in Comune non lo avremmo saputo, tutti (da Sindaco a Presidente della Regione) ne erano a conoscenza ma si erano ben guardati dal farne parola.

L'obbedienza non è una virtù, lo diceva oltre mezzo secolo fa Don Milani nella ormai famosa leggera ai cappellani militari (che a rigor di cronaca sono alti ufficiali che costano milioni di euro all'anno. Quanti soldi avremmo risparmiato e reinvestito a fini sociali sopprimendo i cappellani militari?), ma invece l'obbedienza e l'ignavia regnano sovrane.

Volete solo un esempio? La presenza di militari nelle scuole di ogni ordine e grado, la Costituzione o le due Guerre Mondiali spiegate dai militari, non dagli storici o dagli insegnanti ma dai militari. E chi disobbedisce al pensiero unico ,come i due insegnanti siciliani (Mazzeo e Pugliese ) , contestando la presenza di militari nelle scuole viene sottoposto a procedimento disciplinare.

Pisa  è una città militarizzata, la giornata di solidarietà non dura piu' 24 ore ma nel corso degli anni si è trasformata dilatandosi in tante iniziative, poi non c'è cerimonia pubblica del Comune dove non arrivi una banda militare o le frecce tricolori o l'immancabile lancio dei parà.

Se poi giri per il centro storico hai camionette dell'esercito, la città deve vendere la immagine della sicurezza,  peccato che a pochi metri di distanza lo spaccio di droga vada avanti di giorno e notte.

Torniamo su Camp Darby con alcune domande essenziali alle quali l'amministrazione Comunale uscente non ha mai risposto rinunciando a cercare lei stessa delle risposte ma trincerandosi, anche in Consiglio Comunale, dietro alle decisioni altrui, della Regione, del Parco e degli Usa.

Visto che si tratta di un'opera legata alla sicurezza nazionale (meglio sarebbe parlare di insicurezza, nessuno potrà invocare il rispetto della Convenzione europea del 1998, quella che in teoria dovrebbe garantire informazioni e partecipazione popolare ai processi decisionali quando sono in gioco interessi di giustizia o di natura ambientale. La Convenzione  non puo' essere applicata perchè sono in gioco le relazioni internazionali (la sudditanza rispetto alla Nato e agli Usa) e la fantomatica sicurezza pubblica.

E cosi' non sappiamo nulla, per caso si apprende che i ritardi nei lavori della ferrovia sono dovuti al fatto che alcuni dei terreni interessati sono di proprietà del Comune di Pisa che potrebbe, se volesse, opporsi alla loro cessione per costruire la ferrovia della morte (ma forse stiamo chiedendo troppo?).

Nulla viene detto in merito al recepimento delle indicazioni, da oltre un anno inviate dall'Ente Parco, si sa che le opere militari sono svincolate dalla documentazione necessaria per il cosiddetto impatto ambientale.

La ferrovia della guerra è svincolata dal rispetto di regole in merito ai profili paesaggistici e ambientali tuttavia l'Ente Parco ha suggerito alcune prescrizioni, misure compensative che allo stato attuale nessuno ha ancora recepito. Nulla poi viene detto dalla stampa locale, la stessa che ha steso il tappeto rosso all'ambasciatore Usa, eppure si tratta di argomento dirimente per la stessa cronaca locale.

Allora cosa stanno facendo le istituzioni locali in merito alla ferrovia della Guerra (che prevede anche la costruzione di un ponte girevole presso la base )?

Il loro silenzio\assenso, l'avere lasciato solo l'Ente Parco nel chiedere almeno delle misure compensative a tutela della fauna e della flora mediterranea, è forse accettabile ?

 E' concepibile che l'amministrazione comunale di Pisa non possa (o non voglia?) neppure intervenire per acquisire informazioni e renderle pubbliche? Dov'è finita la trasparenza e la partecipazione dei cittadini?

Gli Usa hanno presentato il progetto relativo alla ferrovia della Guerra recependo tutte le indicazioni dell'Ente Parco? E in tale caso questo documento perchè non viene reso pubblico?

Domande dirimenti alle quali rispondere, chi tace oggi reca solo danni alla democrazia e alla libertà

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GIORNATA GLOBALE DI AZIONE CONTRO L'INVASIONE TURCA DEL KURDISTAN

GIORNATA GLOBALE DI AZIONE CONTRO L'INVASIONE TURCA DEL KURDISTAN

E' stato lanciato l'appello per una Giornata Globale di Azione contro l’invasione turca del Kurdistan 26 Maggio
Chiediamo a tutti i comitati di solidarietà di Kobane, del Rojava, #DefendAfrin e del popolo curdo di attivarsi e di dare il proprio sostegno a questa giornata.
I curdi e la solidarietà scenderanno in piazza i tutte le città del mondo. Alziamo la nostra voce a sostegno dei popoli che resistono contro l'invasione turca del Kurdistan. Cantiamo ancora una volta la canzone per la libertà, per realizzare un sistema rispettoso dei principi democratici, della liberazione della donna, l'ecologia e la difesa della natura.
Chiediamo di fermare tutte le forze reazionarie e il nazionalismo, le politiche settarie e dittatoriali degli Stati e il 26 maggio di rafforzare la solidarietà con la Giornata globale di azione contro l'invasione turca del Kurdistan.
Si prega gentilmente di comunicare le iniziative che si svolgeranno nelle città di Italia per la giornata mondiale a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Giornata Globale di Azione contro l’invasione turca del Kurdistan 26 Maggio

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CONTRATTI ENTI LOCALI E SANITA’: MA E’ ORO TUTTO CIO’ CHE LUCCICA?

CONTRATTI ENTI LOCALI E SANITA’: MA E’ ORO TUTTO CIO’ CHE LUCCICA?

Abbiamo intervistato Antonio Piro e Federico Giusti del sindacato generale di base per saperne di più sui contratti appena siglati

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