"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

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LA FORTEZZA EUROPA CONTRO GLI ULTIMI DEL MONDO.

LA FORTEZZA EUROPA CONTRO GLI ULTIMI DEL MONDO.

“Quello che succede ogni giorno non trovatelo normale. Di nulla sia detto: “è naturale” in questi tempi di sanguinoso smarrimento, ordinato disordine, pianificato arbitrio, disumana umanità, così che nulla valga come cosa immutabile” L’eccezione e la regola (Bertolt Brecht).

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SULL'ANTIFASCISMO

SULL'ANTIFASCISMO

Il partigiano Ambrogio Confalonieri, nome di battaglia "Il Biondo":  era un operaio tornitore, nacque l'11 luglio 1915; nel 1943 andò a combattere in montagna unendosi, il 15 ottobre, alla 40esima  Brigata Matteotti. La notte del 2 giugno 1944, Confalonieri era con un gruppo di partigiani scesi da Biandino per attaccare il presidio fascista di Ballabio. Durante lo scontro, i fascisti lo colpirono al petto con una raffica di mitra e, per disprezzo, lasciarono il suo corpo esposto per lungo tempo al pubblico, quale monito per tutti. Poi lo seppellirono tra i rovi sotto pochi centimetri di terra.

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3 luglio 69, FIAT: LA LOTTA CONTINUA!

3 luglio 69, FIAT: LA LOTTA CONTINUA!

La giornata del 3 luglio non è un episodio isolato o un'esplosione incontrollata di rivolta. Essa viene dopo cinquanta giorni di lotta che ha coinvolto un numero enorme di operai, ha bloccato completamente il ciclo produttivo, ha segnato il punto più alto di autonomia politica e organizzativa finora raggiunto dalle lotte operaie distruggendo ogni capacità di controllo sindacale.

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MURI, DANNATI DELLA TERRA E URGENZA DEL CONFLITTO.

MURI, DANNATI DELLA TERRA E URGENZA DEL CONFLITTO.

All’indomani dell’abbattimento del muro di Berlino, il “Muro” per eccellenza, veniva annunciata l’apertura di un’epoca di pieno dispiegamento delle libertà. Quel muro che divideva Berlino aveva anche il valore simbolico di separare il “bene” dal “male”. Era visibile, rassicurante. Al di qua del muro stava la “civiltà”, al di là del muro stava la “barbarie”.

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LA LOTTA CONTRO IL CAPITALE E' MONDIALE

LA LOTTA CONTRO IL CAPITALE E' MONDIALE

Ecco, quando mollerete gli ormeggi da questo angusto orizzonte fatto da individualità "patriottiche" che segmentano e scelgono i popoli a cui accompagnarsi, forse e dico forse, ci potremo rincontrare. Fino ad allora meglio questi compagni di strada.

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I muri sopra, le crepe in basso (e a sinistra)

I muri sopra, le crepe in basso (e a sinistra)

Febbraio 2017

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POVERTA’ E’ BELLO…CE LO DICE GRILLO!

POVERTA’ E’ BELLO…CE LO DICE GRILLO!

Nei suoi auguri di fine anno il Grillo Qualunque, prende a prestito uno scritto di Goffredo Parise del 1974 contro il consumismo per indicare agli italiani un modello di vita nei tempi di crisi del capitalismo. Si tratta della ridistribuzione della ricchezza socialmente prodotta, penserà forse qualcuno? Il conflitto sociale per riprenderci quanto ci viene quotidianamente estorto, ipotizzerà qualche “antagonista per Grillo”? No, nulla di tutto questo.

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TIMONIERE DI DUE RIVOLUZIONI.

TIMONIERE DI DUE RIVOLUZIONI.

Timoniere di due rivoluzioni

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NOTE SUL VOTO AMERICANO -- Prima parte

NOTE SUL VOTO AMERICANO -- Prima parte

Partiamo dai dati. Qualsiasi valutazione di un fenomeno sociale deve basarsi su una presa d’atto delle dinamiche reali se vuole sfuggire alla prevalenza della componente emotiva e soggettivista oggi largamente dominante. Pur nella consapevolezza che il fenomeno sociale non è mai un evento assimilabile alla sfera fisico-naturale. Uno sguardo sui dati delle elezioni Usa ci consegna una realtà che, quantitativamente, non è quello stravolgimento rappresentato della gran parte dei media. La netta vittoria di Trump si misura nel numero dei “grandi elettori” che sono il risultato di un sistema elettorale che sovradimensiona il voto delle campagne e dei piccoli stati. Al contrario l’onda mediatica e la diffusione della narrazione trumpiana, con ogni probabilità, sarà destinata ad avere effetti non trascurabile nella realtà europea.

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SOLIDARIETA’ AGLI OPERAI LICENZIATI DA FIAT POMIGLIANO. I LORO DIRITTI SONO DIRITTI DI TUTTI I LAVORATORI!

SOLIDARIETA’ AGLI OPERAI LICENZIATI DA FIAT POMIGLIANO. I LORO DIRITTI SONO DIRITTI DI TUTTI I LAVORATORI!

Dopo la chiusura per 6 mesi dello stabilimento di Pomigliano, nel 2007, la direzione Fiat istituisce un centro logistico a Nola. Qui, in linea con la tradizione del Gruppo dei “reparti confino”, esilia 316 lavoratori, scelti in gran parte fra gli operai più attivi sindacalmente. L’emarginazione, la cassa integrazione a zero ore, l’isolamento sono stati la causa principale di 3 suicidi e di diversi gesti di autolesionismo fra gli operai confinati a Nola. Il rapporto fra disperazione e suicidio e cassa integrazione ha trovato in passato una triste verifica con i 150 suicidi degli anni 80 fra i cassaintegrati Fiat. Il 20 maggio 2014, in seguito al suicidio dell’attivista Maria Baratto, alcuni operai hanno inscenato una protesta: un finto suicidio nel piazzale antistante lo stabilimento. In questa rappresentazione un fantoccio con l’immagine di Marchionne penzolava con una corda al collo e con un cartello che recitava: “mi ammazzo, perdonatemi per tutti quegli operai che si sono suicidati”. La Fiat individua come organizzatori del finto suicidio 5 operai e provvede a licenziarli. La motivazione è quella “dell’intollerabile incitamento alla violenza”, della “palese violazione dei più elementari doveri discendenti dal rapporto di lavoro”, del danno “morale all’azienda e al suo vertice societario”. Il ricorso dei 5 operai è stato respinto dal giudice del lavoro e dal tribunale del riesame sulla base di un presunto “obbligo di fedeltà” dei lavoratori nei confronti della propria azienda. Il comando dell’azienda in questo modo viene esteso (al di là delle stesse intenzioni degli articoli del Codice civile) al di fuori del luogo e del tempo di lavoro. I dipendenti vengono privati del diritto di critica e di drammatizzazione della propria condizione di sottomissione sempre più totale ai voleri e alle leggi del profitto aziendale. Un altro passo in direzione dell’asservimento completo delle nostre vite alle logiche di un sistema che avanza verso la barbarie.

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IL MIO 20 LUGLIO. Davide Rosci dal carcere di Teramo.

IL MIO 20 LUGLIO. Davide Rosci dal carcere di Teramo.

Il mio 20 luglio… con Rabbia e Amore. Lettera di Davide Rosci dal carcere di Teramo

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PIAZZA STATUTO. TORINO, LUGLIO 1962.

PIAZZA STATUTO. TORINO, LUGLIO 1962.

Non c'è dubbio che ogni evento rappresenta per così dire, il “foro d'uscita” di un processo che è avvenuto al di sotto della superficie della società attraverso progressive accumulazioni e, come quei fenomeni tettonici di crisi, come i grandi terremoti, a un certo punto emerge alla superficie in forma di evento. Cioè, non c'è dubbio che ogni evento rappresenta, per certi versi, la spia di processi invisibili accumulatisi nel tempo e poi bruscamente emersi alla superficie. […]

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3 LUGLIO 1969. FIAT: LA LOTTA CONTINUA

3 LUGLIO 1969. FIAT: LA LOTTA CONTINUA

(dal volantino dell'Assemblea studenti-operai del 5 luglio 1969)

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MAI SCRIVERE "NOI". APPELLO PER LA LIBERTA' DI RICERCA E DI PENSIERO.

MAI SCRIVERE "NOI". APPELLO PER LA LIBERTA' DI RICERCA E DI PENSIERO.

Il 15 giugno 2016, il tribunale di Torino ha condannato Roberta, ex studentessa di antropologia di Ca’ Foscari, a 2 mesi di carcere con la condizionale per i contenuti della sua testi di laurea, conseguita nel 2014. Coinvolta insieme a lei in questo procedimento giudiziario era Franca, dottoranda dell’Università della Calabria, che come Roberta era in Valle per ragioni di ricerca, che compare con Roberta nei video e nelle foto analizzati dalla procura ma che a differenza di Roberta è stata assolta da tutti i capi d’imputazione.

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REPRESSIONE E LOTTA PER LA CASA - ROMA

REPRESSIONE E LOTTA PER LA CASA - ROMA

Socialmente pericolosi

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SQUADRISMO E RESISTENZA NELLE PERIFERIE MILANESI.

SQUADRISMO E RESISTENZA NELLE PERIFERIE MILANESI.

La notte porta consiglio.
Squadrismo e resistenza, le notti di Milano Sud.

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STARACE E IL "MANIPOLO DI CAMBIATORI" Come si guida un'azienda? Ispirando paura nei dipendenti.

STARACE E IL "MANIPOLO DI CAMBIATORI"                       Come si guida un'azienda? Ispirando paura nei dipendenti.

Quello che leggete non è il titolo di qualche film di Ken Loach o di
qual sito o giornale "estremista" ma l'estrema sintesi di quanto
affermato da Francesco Starace, attuale amministratore dell'Enel. Io
no so se abbia qualche attinenza con Achille Starace noto gerarca
fascista il quale aveva anch'esso una visione dei rapporti sociali ed
interpersonali basati su rigide gerarchie sociali e umane. Ma per
evitare fraintendimenti e soprattutto per richiamare l'attenzione su
come questi signori interpretano la lotta sociale è meglio far parlare
lo Starace stesso. Il discorso è stato tenuto presso la Luiss
Università posseduta e gestita dalla Confindustria. "Per cambiare
un'organizzazione ci vuole un gruppo sufficiente di persone convinte
di questo cambiamento, non è necessario sia la maggioranza, basta un
manipolo di cambiatori. Poi vanno individuati i gangli di controllo
dell'organizzazione che si vuole cambiare e bisogna distruggere
fisicamente questi centri di poteri. Per farlo, ci vogliono i
cambiatori che vanno infilati lì dentro, dando ad essi una visibilità
sproporzionata rispetto al loro status aziendale, creando quindi
malessere all'interno dell'organizzazione dei gangli che si vuole
distruggere. Appena questo malessere diventa sufficientemente
manifesto, si colpiscono le persone opposte al cambiamento, e la cosa
va fatta nella maniera più plateale e manifesta possibile, sicché da
ispirare paura o esempi positivi nel resto dell'organizzazione. Questa
cosa va fatta in fretta, con decisione e senza nessuna requie, e dopo
pochi mesi l'organizzazione capisce perché alla gente non piace
soffrire. Quando capiscono che la strada è un'altra, tutto sommato si
convincono miracolosamente e vanno tutti lì. E' facile".  Un manifesto
del capitalismo odierno un chiaro riferimento storico per farci capire
che siamo in viaggio verso quello, con qualche forzatura, un ritorno
all'ottocento. Resta da capire come ancora oggi vi siano militanti,
semplici votanti o opinionisti di sinistra convinti, ancora, che
questo capitalismo senile sia emendabile. Il riformismo è una utopia
del passato. Fanno la lotta di classe dall'alto e la fanno molto,
molto bene.

                                                     Alfonso De Amicis

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LA SCUOLA RESISTE E SCIOPERA CONTRO RENZI.

LA SCUOLA RESISTE E SCIOPERA CONTRO RENZI.

Dopo aver attaccato le condizioni di esistenza di tutti i lavoratori, precarizzando lavoro, reddito, età pensionistica, dopo aver liquidato quel che restava dello Statuto dei lavoratori consegnando i dipendenti all’arbitrio del comando padronale, dopo aver trasformato in senso autoritario la rappresentanza parlamentare in nome del principio della “governabilità”, i governi della crisi hanno messo a punto una ridefinizione della scuola e della formazione che risponde ai desiderata delle classi dominanti italiane ed europee.

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I social media e la terza Intifada: la scomoda verità

I social media e la terza Intifada: la scomoda verità

Sei mesi dopo il suo inizio, sono state poste più domande che fornite risposte relativamente alla violenta rivolta dei giovani nei territori palestinesi occupati. “E’o non è una terza intifada?” è stata la questione più dibattuta da molti media ed analisi. La seconda, “I social media vi hanno contribuito?”, ha provocato un analogo disorientamento sul loro ruolo nell’ultima rivolta dei giovani.

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Colonizzazione dell'immaginario e controllo sociale

Colonizzazione dell'immaginario e controllo sociale

16 Aprile 2016

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