"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

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ISTAT: ITALIA 2017 AUMENTA LA POVERTA' DI CONCERTO CON IL PIL

ISTAT: ITALIA 2017 AUMENTA LA POVERTA' DI CONCERTO CON IL PIL

Continuano gli effetti distortivi delle politiche di austerità fiscale e restrittive di bilancio. Occorre cambiare rotta per fermare le derive sovraniste e xenofobe e varare un nuovo modello sociale europeo

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I NODI VENGONO AL PETTINE MA NEL FRATTEMPO TORNA IL VOUCHER

I NODI VENGONO AL PETTINE MA NEL FRATTEMPO TORNA IL VOUCHER

I nodi vengono al pettine, Non viene cancellato il redditometro che subisce invece una revisione, per quanto profonda, come era stato chiesto dalle stesse associazioni di categoria.

L'iter della legge  è ancora lungo, piu' bozze sono state presentate ma le norme anti jobs act e il reddito minimo non sono tra i punti inclusi.
 Non che la lotta alla ludopatia ci dispiaccia ma un decreto sul lavoro dovrebbe avere anche e soprattutto altri contenuti e non certo la riedizione del voucher che a detta di Salvini sono indispensabili per alcune attività.

 E nella agricoltura il voucher viene visto come ancora di salvezza per gli imprenditori agricoli ma da anni domina non solo il lavoro nero ma anche l'utilizzo, fino alla loro soppressione, del voucher in maniera alquanto discutibile, una sorta di regolarizzazione formale di rapporti di lavoro che di occasionale hanno ben poco.

Il testo finale del Decreto Legge è ancora lungi dall'essere partorito, sicuramente è positiva la norma sui contratti a tempo determinato che pone il limite del 20%, rispetto al numero totale della forza lavoro, per le assunzioni a tempo cosi' come il ritorno delle causali  da apporre fin dal primo rinnovo di un contratto a termine. Ma le norme contro le delocalizzazioni sono fin troppo tenue e la politica industriale del Governo ad oggi è ancora lontano dal manifestarsi.

Nel frattempo i presidi e i picchetti operai continuano ad essere caricati, le fabbriche chiudono o delocalizzano impunemente. La politica è troppo lontana dalle istanze di cambiamento radicale, del resto si parla sempre meno di cancellare il jobs act e la Fornero. E la cancellazione della riforma Previdenziale e delle normative che hanno favorito i licenziamenti restano questioni dirimenti e imprescindibili per esprimere un cambiamento reale.

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COSA FA IL GOVERNO IN MATERIA DI LAVORO?

COSA FA IL GOVERNO IN MATERIA DI LAVORO?

Sul Governo iniziano le pressioni dei padroni, non che i padroni non siano ampiamente rappresentati da Lega e Movimento 5 Stelle ma le attenzioni particolari sono destinate a lasciare segni profondi.

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COMUNICATO DI GENOVA ANTIFASCISTA IN MERITO AL CORTEO DI SABATO 30 GIUGNO 2018

COMUNICATO DI GENOVA ANTIFASCISTA IN MERITO AL CORTEO DI SABATO 30 GIUGNO 2018

Siamo alle solite... anche alla vigilia di questo corteo c'è chi prova ad alzare i toni, c'è chi tenta di creare tensioni nel tessuto sociale, ci sono i giornalai da quattro spiccioli e i leoni da tastiera che inventano falsità pur di avere un attimo di fama, c'è chi prova a rivendicare un ruolo nell'organizzazione del corteo che non ha avuto e chi con comunicati e interviste prova a salire su un carro che non gli appartiene.

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LA VERA CAUSA DELLA “CRISI DEI MIGRANTI”

LA VERA CAUSA DELLA “CRISI DEI MIGRANTI”

Dagli Stati uniti all’Europa, la «crisi dei migranti» suscita accese polemiche interne e internazionali sulle politiche da adottare riguardo ai flussi migratori. Ovunque però essi vengono rappresentati secondo un cliché che capovolge la realtà: quello dei «paesi ricchi» costretti a subire la crescente pressione migratoria dai «paesi poveri».
Si nasconde la causa di fondo: il sistema economico che nel mondo permette a una ristretta minoranza di accumulare ricchezza a spese della crescente maggioranza, impoverendola e provocando così l’emigrazione forzata.

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LE INSIDIE DELLA GIG ECONOMY

LE INSIDIE DELLA GIG ECONOMY

Gig economy (l’economia dei lavoretti), sono migliaia di lavoratori super-sfruttati. Sono ormai cosi' numerosi i lavoratori della Gig da non potere essere piu' ignorati perfino dal Governo e dal legislatore, anzi una qualche forma di regolamentazione viene richiesta anche dalle aziende per figure innumerevoli che poi non sono solo rider, ma colf, baby sitter ma anche figure con elevata specializzazione.

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MINISTRO BONGIORNO: DA AVVOCATO DEI POTENTI ALLA ENNESIMA CROCIATA CONTRI I /LE DIPENDENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

MINISTRO BONGIORNO: DA AVVOCATO DEI POTENTI ALLA ENNESIMA CROCIATA CONTRI I /LE DIPENDENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

In una lunga intervista al Corriere della Sera (https://www.corriere.it/economia/18_giugno_23/bongiorno-impronte-digitali-ministro-pubblica-amministrazione-c0a74cb0-771b-11e8-b055-7e55445aba73.shtml) , la neo ministra Bongiorno ha rilanciato la campagna contro i cosiddetti furbetti del cartellino. Argomenti già noti, un leitmotiv già caro al ministro Brunetta.

Andiamo ad analizzare quanto detto dalla Bongiorno, certi che questa prima uscita del ministro con delega alla Pubblica amministrazione dimentichi i veri problemi, primo tra tutti il ricambio generazionale di una forza lavoro che risulta la piu' vecchia, e la meno pagata eccezion fatta per i dirigenti, d'Europa.

Ricambio generazionale, riscrittura dei profili professionali, assunzioni fuori da ogni vincolo (rispettato dal Pd e dall'attuale governo), investimenti per rilanciare i servizi pubblici, ma di tutto cio' non c'è ombra nelle dichiarazioni della Bongiorno.

Allora nulla di nuovo all'orizzonte ma soffermiamoci sui contenuti

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GRECIA: BASTA RACCONTARE BUGIE!

GRECIA: BASTA RACCONTARE BUGIE!

La Grecia sta uscendo dal tunnel? Al di là dei proclami la situazione resta ben diversa da quella che leggiamo sui giornali, dopo otto anni di tagli e di austerità il paese è alla fame, altro che ritorno sui mercati finanziari. Non esiste alcun alleggerimento del debito pubblico, in gioco è il controllo della Bce sulla politica economica della Grecia, si parla di nuove privatizzazioni, di rinegoziare alcuni debiti ma  sempre all'insegna della austerità.

 Il Fondo monetario internazionale vuole che il debito greco sia ulteriormente abbassato , si parla a sproposito di generosi aiuti economici quando invece è accaduto l'esatto contrario con la economia greca in ginocchio, privatizzazioni, licenziamenti, tagli alla sanità e alla istruzione, solo in pochi anni sono state adottate centinaia di misure economiche, tra  il 2008 e il 2017 la popolazione attiva è scesa del 35%, decine di migliaia gli uomini e le donne costretti\e ad emigrare.

La Bce chiede ora di tagliare ulteriormente il welfare, di privatizzare tutto il possibile, altro che uscita indolore o superamento degli ostacoli degli ultimi anni, al di là della propaganda della Troika la realtà è ben diversa.

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IL MINISTRO DELL’INFERNO E IL MOVIMENTO REAZIONARIO DI MASSA DELLA LEGA SI SONO MATERIALIZZATI IERI ANCHE A SPOLETO.

IL MINISTRO DELL’INFERNO E IL MOVIMENTO REAZIONARIO DI MASSA DELLA LEGA SI SONO MATERIALIZZATI IERI ANCHE A SPOLETO.

SOLIDARIETA’ ASSOLUTA E SENZA DISTINGUO AI 5 RAGAZZI FERMATI DALLA POLIZIA PER LA CONTESTAZIONE A SALVINI.

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MI DOMANDO Lettera aperta a Nicolò in carcere.

MI DOMANDO
Lettera aperta a Nicolò in carcere.

Pubblichiamo la bella lettara di Luisella la madre di Nicolò sottoposto a carcerazione preventiva per aver partecipato alla manifestazione contro Casapound a Torino il 22 febbraio di quest'anno

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GOVERNO E CONDIZIONE DEI RIDER: ALCUNE NOTE INIZIALI

GOVERNO E CONDIZIONE DEI RIDER: ALCUNE NOTE INIZIALI

Dai primi provvedimenti in materia di lavoro e previdenza potremo capire quali siano gli indirizzi del Governo.

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LA CUMBIA DELLA DESTRA COLOMBIANA Sulle elezioni in Colombia.

LA CUMBIA DELLA DESTRA COLOMBIANA  Sulle elezioni in Colombia.

di Marco Consolo

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USCIRE DALLA CRISI E DAI TAGLI DRACONIANI DELLA UE

USCIRE DALLA CRISI E DAI TAGLI DRACONIANI DELLA UE

Siamo certi che per la Grecia sia stato un vantaggio la moneta unica (l'Euro) e l'adesione alla Ue?

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APPALTI: NON CONTA SOLO L'ONESTA' E LA TRASPARENZA. DEI LAVORATORI CHI PARLA?

APPALTI: NON CONTA SOLO L'ONESTA' E LA TRASPARENZA. DEI LAVORATORI CHI PARLA?

L'attuazione del codice degli appalti è in ritardo ma pensiamo che il problema non sia solo quello di garantire legalità e trasparenza ma anche precise clausole sociali a vantaggio delle lavoratrici e dei lavoratori. L'esatto contrario di quanto sta accadendo con numerose sentenze che ormai fanno giurisprudenza e vedono, nei cambi di appalto, perdita di posti di lavoro e di ore per salvaguardare solo gli interessi aziendali.  In queste ore si è scatenata l'ennesima polemica con l'autorità anticorruzione a difendersi dalle critiche del Governo.

 In Italia la corruzione esiste e si va rafforzando, diventa sempre più palese che norme e regolamenti possono essere aggirati ma il nostro grido di allarme va alla crescente disattenzione verso i lavoratori proprio nei cambi di appalto. La corruzione poi si combatte in tanti modi, sicuramente non la si combatte con gli stipendi da fame

 Siamo aperti a discutere delle stazioni appaltanti e delle procedure ma quello che non vediamo in giro è l'interesse verso le lavoratrici e i lavoratori degli appalti. E per noi ogni ragionamento parte da questo imprescindibile punto.

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A FORZA DI SCEGLIERE IL MALE MINORE IL POPOLO VA A DESTRA.

A FORZA DI SCEGLIERE IL MALE MINORE IL POPOLO VA A DESTRA.

Analisi del voto nel comune di Pisa

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TROPPE TASSE SUL LAVORO

TROPPE TASSE SUL LAVORO

In Italia a pagare troppe tasse non sono i padroni e i redditi elevati ma i lavoratori. Partiamo da questa semplice constatazione per arrivare ad un obiettivo comune: costruire una iniziativa sindacale e sociale per giungere al risultato di abbattere le tassazioni sui redditi inferiori a 35 mila euro. Con il 42,6% l’Italia è il Paese Ue con la più alta tassazione sul lavoro a fronte di una media dell’Europa a 28 Stati pari al 36,1%.

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CENTRI PER L'IMPIEGO AL COLLASSO.

CENTRI PER L'IMPIEGO AL COLLASSO.

Da anni parliamo delle politiche attive e di formazione in materia di lavoro, ne parliamo spesso senza cognizione di causa o con pochi elementi oggettivi. In Italia si spende poco, e male, per tanto tempo abbiamo ignorato i limiti dei centri per l'impiego, limiti che nascono anche dalle privatizzazioni.

Molti servizi pubblici avevano bisogno di personale a tempo determinato per il reclutamento del quale si attingeva direttamente dagli uffici di collocamento, ora centri per l'impiego.

Questo personale serviva per tenere aperti plessi scolastici e per innumerevoli funzioni nel frattempo esternalizzate. La crisi dei centri per l'impiego nasce anche da qui, sono tanti a non iscriversi nelle liste di disoccupazione ritenendo questo percorso inutile ai fini del reperimento di una occupazione.

Il resto lo ha fatto la Legge Del Rio depotenziamento le province e indebolendone molte funzioni tra le quali, appunto, anche quelle inerenti formazione e lavoro.

In altri paesi d'Europa si spende molti più soldi per i centri per l'impiego, per supportarli adeguatamente.

Ma anche sui dati non c'è chiarezza, per esempio pochi sanno che agli sportelli dei centri in un anno si rivolgono oltre 80mila persone, sono migliaia i colloqui, decine di migliaia i cosiddetti patti di servizio.  Ma per funzionare i centri per l'impiego avrebbero bisogno di personale stabile e non precario

Abbiamo centri con scarsi mezzi a loro disposizione,  8mila dipendenti in 500 strutture, in Germania gli impiegati sono 110mila , oltre 45mila in Francia e circa 60mila in Gran Bretagna.

Il problema non è connesso al conflitto tra politiche attive e passive del lavoro (c'è chi vorrebbe abbattere le tutele collettive con la scusa di finanziare le politiche di orientamento e di formazione), la questione è invece un'altra ossia che si spende poco per la formazione e per la Pubblica amministrazione che dovrebbe essere strumento per rilanciare il lavoro, la innovazione e i percorsi formativi, proprio come accade in molti altri paesi europei mentre da noi si pensa solo a contrarre la spesa. 

In Italia si spende ben poco per i disoccupati, si spendono 200 euro per disoccupato,  in Germania la spesa supera 6mila euro, in Olanda 3mila e in Francia 1.800.

Il nodo saliente è legato alle politiche del lavoro, al ruolo della Pubblica amministrazione, eludere la questione significa solo affossare i centri per l'impiego e condannarli alla marginalità offrendoli, alla occorrenza, come vittime sacrificali per ulteriori processi di privatizzazioni, quelle privatizzazioni che poi sono direttamente responsabili di avere affossato formazione, lavoro e percorsi di indirizzo e formazione.

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TANTO CARA MI FU QUESTA IVA

TANTO CARA MI FU QUESTA IVA

Alzare o abbassare l'Iva? Una questione non facile da affrontare per le ripercussioni che potrebbe avere sull'economia ma più semplicemente sulle nostre buste paga.
Ma quanto torna dall'Iva nelle casse pubbliche? Più o meno siamo attorno a 35 miliardi in Italia ma tra tutti i dati ve ne è uno significativo, quello relativo alla evasione di questa imposta sul valore aggiunto adottata in una sessantina di nazioni , ebbene parrebbe che l'Italia il paese con il tasso di maggiore evasione, un quarto della evasione in Ue.
La questione Iva allora sarà al centro dell'analisi economica ma anche della querelle politica, si tratta non solo di combattere l'evasione ma di stabilire un modello di tassazione e sullo sfondo della questione Iva si trova ben altro, a partire dalla Flat tax. E' di questo che dovremo parlare perché ogni tassazione dovrebbe avere un valore progressivo per essere equa ma l'equità non ha più valore di cittadinanza.
Iniziamo allora a riflettere perché dal modello di tassazione dipende anche il modello di società e quello all'orizzonte non è certo un passo avanti.
Altro discorso sarebbe stabilire una progressività della tassazione con  un occhio di riguardo verso i redditi inferiori a 40 mila euro ma ciò potrebbe accadere con altri rapporti di forza , sicuramente diversi da quelli attuali.

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SU ALCUNE QUESTIONI DELLA FASE ATTUALE

SU ALCUNE QUESTIONI DELLA FASE ATTUALE

INTERVISTA AI COMPAGNI DELLA REDAZIONE PISANA DI  LOTTA CONTINUA

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ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA PER STRANIERI: PESANTI LIMITI E VINCOLI AL DIRITTO ALLA SALUTE.

ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA PER STRANIERI: PESANTI LIMITI E VINCOLI AL DIRITTO ALLA SALUTE.

Nell’ambito della popolazione migrante, se i richiedenti asilo affrontano difficoltà ormai note, la fascia della cosiddetta “migrazione economica ”vive in condizione di precarietà e  l’assistenza socio-sanitaria. corre seri pericoli soprattutto se andranno in porto le istanze securitarie del nuovo Governo. Negare servizi ai migranti non significa rafforzare quelli oggi esistenti per gli autoctoni, i diritti alla salute, alla casa e alla istruzione dono universali e non possono cedere al ricatto dei tetti di spesa né tanto meno a discriminazioni etniche

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