"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

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CON SACKO CONTRO SFRUTTAMENTO E MISERIA

CON SACKO CONTRO SFRUTTAMENTO E MISERIA

Il ministro dell'Interno dovrebbe essere in queste ore nel comune di San Fernando. Ma al contrario, invece, Matteo Salvini continua a soffiare sul fuoco tanto da giudicare le Ong e le cooperative che si occupano della accoglienza migranti alla stessa stregua degli scafisti.

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MANIFESTAZIONE REGIONALE " NO GUERRA NO CAMP DARBY" UN CORTEO DI 450 PER DIRE NO ALLA FERROVIA PER IL TRASPORTO DI ARMI.

MANIFESTAZIONE REGIONALE " NO GUERRA NO CAMP DARBY" UN CORTEO DI 450 PER DIRE NO ALLA FERROVIA PER IL TRASPORTO DI ARMI.

Manifestazione regionale "No Guerra No Camp Darby": un corteo colorato e pacifico di 450 persone per dire No alla costruzione della nuova ferrovia per il trasporto delle armi.

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2 GIUGNO MANIFESTAZIONE A CAMP DARBY

2 GIUGNO MANIFESTAZIONE A CAMP DARBY

 da Rete Civica Livornese contro la nuova normalità della guerra, Livorno

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PERCHE' PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 2 GIUGNO A CAMP DARBY

PERCHE' PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 2 GIUGNO A CAMP DARBY

Il 2 giugno ripudia la guerra e la militarizzazione.
Manifestazione a Camp Darby contro la guerra e per la smilitarizzazione del territorio. La manifestazione prevede il concentramento alle 1430 davanti alla Basilica di San Piero a Grado da dove partirà una marcia di 5 km per arrivare ai cancelli della base Usa di Camp darby
ne abbiamo parlato con alcuni degli organizzatori nel corso della conferenza stampa tenutasi il 1 Giugno davanti al Comune di Pisa

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ANCHE SENZA COTTARELLI IN ARRIVO LA SPENDING REVIEW

ANCHE SENZA COTTARELLI IN ARRIVO LA SPENDING REVIEW

Se qualcuno pensa che la spending review sia messa in soffitta per la mancata nomina di Cottarelli a Presidente del Consiglio, allora sarà bene che si ricreda.  Questione di giorni, anzi saremmo già in ritardo, per il Decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) che dovrebbe prevedere i primi tagli di spending review per i ministeri per poi inserire tutte le misure dentro la manovra di Bilancio autunnale.

E, a scanso di equivoci, il Quirinale non avrà nulla da eccepire davanti ai tagli, anzi se sollecitato a dovere dall'UE se ne farà carico direttamente. Forse a pensare male ci si indovina ma per capirlo non serve essere diabolici, siamo davanti a un Governo formato da forze che hanno più volte caldeggiato la spending review , magari con parole diversi ma concetti identici, ora si tratta di capire dove saranno indirizzati i cosiddetti risparmi di spesa ricordando che già il Governo Gentiloni aveva indicato  tagli per le amministrazioni centrali .

Questioni formali, prima del Def e di eventuali Dpcm, ma intanto le indicazioni della Ragioneria dello Stato sono ben chiare se parlano di taglio strutturale da 1 miliardo l’anno ai ministeri e stando al programma di Governo dei due partiti si ipotizzava almeno 30 miliardi di tagli. Ora si tratta di vedere se saranno tagliati i veri sprechi, i vitalizi, le pensioni d'oro, tassate le speculazioni finanziarie, ridotte le spese militari o se invece se la prenderanno con i lavoratori pubblici, il welfare e la sanità secondo i copioni usuali dei Governi a tutti noti.

Intanto la nomina di Moavero, docente alla Luiss di diritto comunitario e già membro del Governo Monti, rassicura i mercati ma non certo i lavoratori  e le lavoratrici (non che ci rassicurasse Savona ma almeno avevamo qualche idea in più).

Varato il Governo, resta l'incognita dei tagli, chi aveva pensato a un esecutivo di opposizione all'Ue della Troika, forse dovrebbe iniziare a fare i conti con l'allineamento alla politica Europea della Bce in materia di finanza, debito e lavoro e, perché no, scuola e università.

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GRECIA: CONTINUA LA DEVASTAZIONE SOCIALE DELLA TROIKA!

GRECIA: CONTINUA LA DEVASTAZIONE SOCIALE DELLA TROIKA!

Un nuovo sciopero generale ha paralizzato la Grecia anche se in Europa non se ne parla. Le motivazioni alla base dello sciopero sono quelle di contrapporsi alle misure di austerità che continuano a colpire le classi sociali meno abbienti, le politiche fatte di tasse, privatizzazioni, tagli ai salari e al welfare, licenziamenti

Nei prossimi giorni il Governo discuterà dell'ennesimo pacchetto all'insegna della austerità, eppure per mesi si è detto e scritto che la Grecia non era piu' una sorvegliata speciale dell'Europa. Intanto si impone alla Grecia un nuovo pacchetto di privatizzazione nonostante ben 95 delle 110  misure imposte siano state rispettate, nonostante i licenziamenti che hanno distrutto il sistema pubblico e intere parti del paese svendute agli stranieri.
Il sindacato di classe in Grecia non ha intenzione di lasciare che l'ulteriore pacchetto di sacrifici sia deliberato dal Parlamento, le statistiche recitano solo i dati positivi, per esempio la disoccupazione sembra essere scesa dal 60 al 44% ma in realtà non si tiene conto di quanti posti di lavoro abbiamo perduto in questi anni. Le misure dell'austerità non sono destinate a finire, ai sacrifici imposti seguono ulteriori tagli e privatizzazioni. È la storia dell'Europa di Maastricht, una strada senza uscita.

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RICCHEZZA CHE VA ... MISERIA CHE VIENE

RICCHEZZA CHE VA ... MISERIA CHE VIENE

Un grafico dall’economista Branko Milanovic ha rappresentato la crescita dei redditi nel mondo da trenta anni a questa parte. Per capirci di più rinviamo al suo intervento su twitter: https://twitter.com/BrankoMilan
 
Una fotografia pur parziale degli ultimi 30 anni va pur fatta per avere un quadro della ricchezza, e povertà, su scala globale. La crescita dei salari piu' accentuata la registra parte del continente Asiatico grazie anche alla grande performance economica della Cina, paese in cui le diseguaglianze risultano assai accentuate. In Cina si è formata una classe di super ricchi accanto a un proletariato metropolitano proveniente dalle campagne, costretto a vivere nei sobborghi e a orari lavorativi di oltre 10 ore al giorno nonostante gli interventi dello Stato per limitare l'orario settimanale.
In recessione invece troviamo i lavoratori africani ma anche dell'Europa occidentale con la proletarizzazione della classe media, quella classe media ex operaia che alle elezioni politiche, in Usa e in Europa, sta votando a destra.  La globalizzazione liberista, perchè liberista è, ha non solo creato l'impoverimento della classe media ma anche la crescente miseria della classe operaia. Nasce da qui il disorientamento politico, sociale e culturale di ceti fino a pochi anni fa a sinistra ed oggi usciti malconci dalla crisi globale. Allo stesso tempo, la sinistra o meglio i suoi incolori eredi, sono diventati gli alfieri dell'Europa liberista, difensori del debito e di tutte le misure , spesso draconiane, che hanno svenduto i settori pubblici, bloccato i salari e le pensioni.

Quanto accade in Italia da qualche settimana è palese di questa tendenza con i sindacati a rivestire un ruolo nefasto, quello di gendarmi delle politiche della Bce, silenti rispetto al crollo del potere di acquisto dei salari e delle pensioni, complici rispetto alla costruzione di un welfare nuovo basato su sanità e previdenza integrativa nella cui gestione hanno un ruolo importante.

Venuto meno il ruolo dei sindacati (non parliamo dei piccoli e di base) come difensori della classe lavoratrice, è iniziata una profonda crisi sociale, economica e culturale, la destra ha saputo interpretare al meglio lo sconforto di chi è stato sacrificato sull'altare del pareggio di Bilancio .  E in questa crisi vince chi soffia sul fuoco alimentando la paura dell’immigrazione o promettendo la salvaguardia delle merci nazionali e locali in antitesi al libero commercio. Il problema è che la sinistra non ha una variante conflittuale e di classe al populismo di destra, ha finito solo con lo sposare le teorie di Maastricht.. 

Il paradosso è che la destra continua a guadagnare consensi perchè la sinistra è diventata paladina degli interessi della bce e del fmi, incapace di contrapporsi all'innalzamento dell'età pensionabile e al blocco dei salari. Per questa semplice motivazione guadagnano consensi quanti hanno un programma di governo altrettanto pericoloso per le classi sociali meno abbienti, tra riduzione delle tasse per i ricchi e svendita\ privatizzazione dei servizi sociali, tra la flat tax che favorisce i redditi elevati e misure contrarie alle tutele per la classe lavoratrice.

In questo grande caos culturale, gli intellettuali sono diventati snob, guardano al populismo come un armamentario ideologico da combattere, disprezzano le classi sociali meno abbienti il cui impoverimento economico è palese ma ancora piu' forte è la perdita di identità culturale.

I comunisti sono decisamente spariti, a forza di prendersela con i populisti sono finiti nelle schiere dei paladini della Ue, un ' Europa capitalista a guida tedesca.

Un grande cambiamento culturale è necessario anche a sinistra ma sicuramente non si esce dalla crisi sostenendo i poteri forti della Bce o parteggiando per la Clinton. Una sinistra snob ed egocentrica non merita alcuna fiducia, sta quindi a noi costruire un'alternativa con teorie e pratiche conflittuali e una cassetta degli attrezzi da aggiornare visto che ormai quella ereditata dal Novecento si è dimostrata del tutto inadeguata. Aggiorniamola in fretta perchè le disuguaglianze crescenti non saranno certo arrestate dal Mov 5 Stelle o dalla Lega né tanto meno da uomini del FMI chiamati nel ruolo di salvatori della patria.

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SALARIO MINIMO: DOVE STA L'INGANNO?

SALARIO MINIMO: DOVE STA L'INGANNO?

Con i processi tecnologici, oggi potremmo lavorare 6 ore al giorno, 30 a settimana e andare in pensione a 60 anni ma i frutti della innovazione tecnologica non sono destinati a migliorare le condizioni di vita e di lavoro ma all'incremento dei profitti.
Da anni ormai siamo in presenza di cambiamenti legislativi che hanno distrutto tutele collettive e individuali, le politiche salariali intraprese hanno indebolito il potere di acquisto, gli spazi di democrazia sono sempre piu' ridotti.

L’innovazione tecnologica sembra quasi avere prodotto l'effetto opposto di quello sperato accrescendo lo sfruttamento e alimentando la precarietà.

La crescita della produttività  non sembrerebbe da tempo portare miglioramenti al tenore di vita, lo dimostra l'indebitamento della famiglia media, la precarietà lavorativa e soprattutto l'aspettativa di vita la cui crescita si è fermata. I margini di profitto sono diminuiti, qualcuno ricorderà l'analisi marxiana, resta il fatto che negli ultimi lustri il tenore di vita non cresce piu' ai livelli dei trenta anni gloriosi.

Il vero problema oggi è la  incapacità  non tanto di leggere ma di interiorizzare la trasformazione avvenuta che ha determinato l'avvento del lavoro gratuito limitando l'accesso alla istruzione di ogni ordine e grado tanto è vero che l'analfabetismo di ritorno sta dominando nei paesi a capitalismo avanzato. La tecnologia cresce di importanza ma allo stesso tempo le classi sociali meno abbienti presentano anche un deficit culturale, la bassa scolarità è sinonimo di povertà, di degrado sociale. Le classi sociali meno abbienti sono quelle con minore istruzione e la mobilità sociale è decisamente inferiore da quando hanno preso il sopravvento le teorie economiche liberiste e la dittatura dello spread.
Ma come dicono i fautori del libero mercato esiste una tecnologia neutra? No, la tecnologia è piegata a fini capitalistici tanto che oggi rende possibile la permanente connessione tra clienti e produttori, non ci sarà piu' bisogno di andare a un ipermercato a fare la spesa perchè ci porteranno a casa il cibo spazzatura, magari potremo acquistare a pochi euro dei vestiti perchè indossandoli sponsorizzeremo un marchio.

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STRAGE DI BRESCIA

STRAGE DI BRESCIA

Di seguito il link di un opuscolo sulla strage di Brescia pubblicato qualche anno fa.

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VERSO LA MANIFESTAZIONE DEL 2 GIUGNO A CAMP DARBY: QUELLO CHE GOVERNO NAZIONALE E LOCALE NON DICONO.

VERSO LA MANIFESTAZIONE DEL 2 GIUGNO A CAMP DARBY: QUELLO CHE GOVERNO NAZIONALE E LOCALE NON DICONO.

In Italia l'ampliamento di una base è stato già scongiurato dalla mobilitazione dei cittadini, è il caso dell'aeroporto militare di Vicenza.

Ma pochi sanno che l'Hub militare di Pisa, capace di equipaggiare e inviare migliaia di soldati nell'arco di pochi giorni, è stato potenziato proprio all'indomani della decisione su Vicenza dove la base militare Usa è stata ridimensionata rispetto al disegno iniziale e, al suo posto, è arrivato un parco con milioni di euro destinati a lavori pubblici.

La differenza sta anche nel fatto che le istituzioni locali venete erano contrarie a questo ampliamento, la chiesa si è mobilitata, i movimenti hanno dato vita a una vasta mobilitazione durata anni.

A Pisa, invece, il Sindaco e il Pd sono silenti e favorevoli alla costruzione di una ferrovia adibita solo a fini militari, stesso discorso vale per la Regione Toscana.
 
In queste elezioni comunali nessuno parla della Base Usa di Camp Darby, della ferrovia della guerra, dei Navicelli, dei disegni strategici.

Da due anni è stata assunta la decisione di costruire una ferrovia che permetta alla base di Camp Darby il trasporto di armi utilizzando la stazione di Tombolo che sarà recuperata dopo anni di abbandono. Eppure se non fosse stato per la caparbietà di un consigliere comunale di Città in Comune non lo avremmo saputo, tutti (da Sindaco a Presidente della Regione) ne erano a conoscenza ma si erano ben guardati dal farne parola.

L'obbedienza non è una virtù, lo diceva oltre mezzo secolo fa Don Milani nella ormai famosa leggera ai cappellani militari (che a rigor di cronaca sono alti ufficiali che costano milioni di euro all'anno. Quanti soldi avremmo risparmiato e reinvestito a fini sociali sopprimendo i cappellani militari?), ma invece l'obbedienza e l'ignavia regnano sovrane.

Volete solo un esempio? La presenza di militari nelle scuole di ogni ordine e grado, la Costituzione o le due Guerre Mondiali spiegate dai militari, non dagli storici o dagli insegnanti ma dai militari. E chi disobbedisce al pensiero unico ,come i due insegnanti siciliani (Mazzeo e Pugliese ) , contestando la presenza di militari nelle scuole viene sottoposto a procedimento disciplinare.

Pisa  è una città militarizzata, la giornata di solidarietà non dura piu' 24 ore ma nel corso degli anni si è trasformata dilatandosi in tante iniziative, poi non c'è cerimonia pubblica del Comune dove non arrivi una banda militare o le frecce tricolori o l'immancabile lancio dei parà.

Se poi giri per il centro storico hai camionette dell'esercito, la città deve vendere la immagine della sicurezza,  peccato che a pochi metri di distanza lo spaccio di droga vada avanti di giorno e notte.

Torniamo su Camp Darby con alcune domande essenziali alle quali l'amministrazione Comunale uscente non ha mai risposto rinunciando a cercare lei stessa delle risposte ma trincerandosi, anche in Consiglio Comunale, dietro alle decisioni altrui, della Regione, del Parco e degli Usa.

Visto che si tratta di un'opera legata alla sicurezza nazionale (meglio sarebbe parlare di insicurezza, nessuno potrà invocare il rispetto della Convenzione europea del 1998, quella che in teoria dovrebbe garantire informazioni e partecipazione popolare ai processi decisionali quando sono in gioco interessi di giustizia o di natura ambientale. La Convenzione  non puo' essere applicata perchè sono in gioco le relazioni internazionali (la sudditanza rispetto alla Nato e agli Usa) e la fantomatica sicurezza pubblica.

E cosi' non sappiamo nulla, per caso si apprende che i ritardi nei lavori della ferrovia sono dovuti al fatto che alcuni dei terreni interessati sono di proprietà del Comune di Pisa che potrebbe, se volesse, opporsi alla loro cessione per costruire la ferrovia della morte (ma forse stiamo chiedendo troppo?).

Nulla viene detto in merito al recepimento delle indicazioni, da oltre un anno inviate dall'Ente Parco, si sa che le opere militari sono svincolate dalla documentazione necessaria per il cosiddetto impatto ambientale.

La ferrovia della guerra è svincolata dal rispetto di regole in merito ai profili paesaggistici e ambientali tuttavia l'Ente Parco ha suggerito alcune prescrizioni, misure compensative che allo stato attuale nessuno ha ancora recepito. Nulla poi viene detto dalla stampa locale, la stessa che ha steso il tappeto rosso all'ambasciatore Usa, eppure si tratta di argomento dirimente per la stessa cronaca locale.

Allora cosa stanno facendo le istituzioni locali in merito alla ferrovia della Guerra (che prevede anche la costruzione di un ponte girevole presso la base )?

Il loro silenzio\assenso, l'avere lasciato solo l'Ente Parco nel chiedere almeno delle misure compensative a tutela della fauna e della flora mediterranea, è forse accettabile ?

 E' concepibile che l'amministrazione comunale di Pisa non possa (o non voglia?) neppure intervenire per acquisire informazioni e renderle pubbliche? Dov'è finita la trasparenza e la partecipazione dei cittadini?

Gli Usa hanno presentato il progetto relativo alla ferrovia della Guerra recependo tutte le indicazioni dell'Ente Parco? E in tale caso questo documento perchè non viene reso pubblico?

Domande dirimenti alle quali rispondere, chi tace oggi reca solo danni alla democrazia e alla libertà

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GIORNATA GLOBALE DI AZIONE CONTRO L'INVASIONE TURCA DEL KURDISTAN

GIORNATA GLOBALE DI AZIONE CONTRO L'INVASIONE TURCA DEL KURDISTAN

E' stato lanciato l'appello per una Giornata Globale di Azione contro l’invasione turca del Kurdistan 26 Maggio
Chiediamo a tutti i comitati di solidarietà di Kobane, del Rojava, #DefendAfrin e del popolo curdo di attivarsi e di dare il proprio sostegno a questa giornata.
I curdi e la solidarietà scenderanno in piazza i tutte le città del mondo. Alziamo la nostra voce a sostegno dei popoli che resistono contro l'invasione turca del Kurdistan. Cantiamo ancora una volta la canzone per la libertà, per realizzare un sistema rispettoso dei principi democratici, della liberazione della donna, l'ecologia e la difesa della natura.
Chiediamo di fermare tutte le forze reazionarie e il nazionalismo, le politiche settarie e dittatoriali degli Stati e il 26 maggio di rafforzare la solidarietà con la Giornata globale di azione contro l'invasione turca del Kurdistan.
Si prega gentilmente di comunicare le iniziative che si svolgeranno nelle città di Italia per la giornata mondiale a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Giornata Globale di Azione contro l’invasione turca del Kurdistan 26 Maggio

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CONTRATTI ENTI LOCALI E SANITA’: MA E’ ORO TUTTO CIO’ CHE LUCCICA?

CONTRATTI ENTI LOCALI E SANITA’: MA E’ ORO TUTTO CIO’ CHE LUCCICA?

Abbiamo intervistato Antonio Piro e Federico Giusti del sindacato generale di base per saperne di più sui contratti appena siglati

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2 GIUGNO A CAMP DARBY

2 GIUGNO A CAMP DARBY

 Di: Redazione Lotta Continua

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ISPETTORATO DEL LAVORO E INPS: PERCHE' NON COMUNICANO?

ISPETTORATO DEL LAVORO E INPS: PERCHE' NON COMUNICANO?

Per quale ragione l’Ispettorato del lavoro non può avere libero accesso alle banche dati dell’Inps come accade al contrario nel caso dell'Inail? Non siamo in presenza di un corto circuito che dimostra il fallimento dell’Ispettorato nazionale previsto dalla Legge 149/2015 e già in funzione da due anni?

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ENIGMA FORNERO: ABBASSERANNO L'ETA' PENSIONABILE?

ENIGMA FORNERO: ABBASSERANNO L'ETA' PENSIONABILE?

La spesa per le pensioni dovrà essere adeguatamente coperta se andremo verso una pur piccola revisione della Legge Fornero che ormai M5S-Lega non intendono cancellare. Ma a quanto ammonta la spesa? E perché industriali, Troika e Pd tuonano contro ogni cambiamento per anticipare, pur di poco lo ripetiamo, l'età pensionabile?

Ammonterebbero a circa 5 miliardi i soldi necessari per applicare la quota 100 (ma 64 anni di età minima) o 41 anni e 5 mesi senza limiti di età. Ma forse di maggiore rilevanza è la cosiddetta opzione donna per consentire a 58 anni e 35 di contributi l'uscita dal lavoro. All'ordine del giorno poi la  “pensione di cittadinanza” che altro non è se non portare a 780 euro mensili le pensioni più basse.

Agli occhi dell'opinione pubblica, qualora i provvedimenti dovessero essere adottati,  Lega e  5Stelle apparirebbero come i soli ad avere messo in discussione l'innalzamento dell'età pensionabile, chi allora continua a parlare astrattamente di “sinistra” come baluardo in difesa dei lavoratori dovrebbe prima rispondere ad una semplice domanda: perché il Pd, ammesso e non concesso che sia una forza di sinistra e noi sappiamo bene che non lo è, ha saputo solo accogliere le istanze dei padroni? 

In queste elezioni comunali abbiamo sentito molti dire che bisogna bloccare l'avanzata barbarica delle destre, ma agli occhi del cittadino medio questa orda di barbari rappresenta un'alternativa migliore al liberismo del Pd. Diciamocelo senza cadere in categorie astratte e luoghi comuni dell'oligarchia intellettuale che sostiene il Pd e la rinascita di quell'Ulivo che ricordiamo introdusse non la riduzione dell'orario di lavoro ma il lavoro interinale.

Detto ciò, come finanzieranno la spesa per le pensioni? Con la spending review di Cottarelli tanto amato da Lega e 5 Stelle? Basta tagliare le pensioni d'oro, quelle che superano di dieci volte le pensioni minime? Ovviamente non bastano i soldi eventualmente provenienti dai tagli alle pensioni auree, allora dove andranno a prenderli i soldi mancanti? Sta qui il nodo dirimente e su cui male non sarebbe aprire il dibattito anche a "sinistra".


Del resto, conti alla mano, tutte queste misure avrebbero bisogno di trovare la copertura di circa 20 miliardi di euro, fermo restando che i paletti proposti da Lega e 5 Stelle sono destinati ad una platea ridotta di lavoratori e lavoratrici e senza dimenticare che l'Inps per applicare la quota cento come requisito per la pensione indicava la spesa aggiuntiva che va da 15 a 18 miliardi di euro.

Vogliamo allora provare insieme a ragionare sui tagli che per noi dovrebbero essere

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IL NUOVO LIBRO BIANCO ALL'INSEGNA DI INDUSTRIA 4.0 Pochi ne parlano, ma sta per arrivare.

IL NUOVO LIBRO BIANCO ALL'INSEGNA DI INDUSTRIA 4.0 Pochi ne parlano, ma sta per arrivare.

Tutte le mansioni sono esigibili: quanto tempo manca ancora da quando ci imporranno, in calce al contratto individuale di lavoro, queste condizioni capestro?
L'Italia è un paese senza mobilità sociale, con regole troppo rigide e legislazioni del lavoro che non permettono il ricorso alla flessibilità.

 Non sono parole nostre ma vengono pronunciate ormai indistintamente da padroni, sindacalisti, apologeti del quinto stato come se il concetto di flessibilità fosse portatore di diritti e salario, come se la mobilità sociale non venisse determinata dal potere di acquisto dei salari e dalle opportunità di accedere, parliamo delle classi sociali meno abbienti, a percorsi universitari e formativi.

Al contrario, i figli degli operai hanno meno possibilità di 20 anni fa di accedere all'università o anche ai licei, con la crisi economica e sociale e le privatizzazioni, quel poco di mobilità sociale esistente è stata fortemente ridimensionata.

Ora è la volta della flessibilità delle mansioni che poi si tradurrà nel pretendere, a parità di salario, maggiori e differenti prestazioni dal singolo lavoratore superando i contratti nazionali di lavoro e la stessa declaratoria dei profili professionali all'interno della Pubblica amministrazione e del privato.

Da qui a 10 anni, Industria 4.0 racconta che quasi la metà dei lavoratori cambierà le proprie mansioni, poco sappiamo dei nuovi profili professionali e men che mai delle dinamiche salariali e contrattuali

Smart working, lavoro a casa, gestione di macchine in modalità remota, ne parla il libro Bianco di AssoLombarda che a detta di alcuni potrebbe avere lo stesso impatto che ebbe il Libro Bianco di Marco Biagi.

Intanto cerchiamo di capire qualcosa dalla lettura di alcuni articoli, reperibili sul web, che anticipano i principali contenuti. Si va dalle politiche attive del lavoro a discapito degli ammortizzatori sociali fino ai percorsi formativi per ricollocare i dipendenti quando sono ancora alle dipendenze di una ditta, dal superamento del cartellino per favorire una prestazione lavorativa sempre più intensa e flessibile fino alle nuove tipologie flessibili dei contratti.

 Teniamo conto che questo ennesimo Libro Bianco è in piena continuità con il lavoro gratuito, lo smart working e tutte quelle flessibilità che mirano alla individualizzazione del rapporto di lavoro e possono andare bene in una metropoli come quella Milanese e solo per poche tipologie lavorative. È comunque importante conoscere gli obiettivi padronali e sapersi muovere criticamente in un mondo dove alcune parole saranno sempre più diffuse cogliendo da subito cosa si cela dietro questi concetti apparentemente neutri.

Chi pensa di essere libero dalla schiavitù moderna del cartellino, è bene che si ricreda perché la connessione 18\9 ore su 24 determina un livello di stress e di sfruttamento più alto dell'orario tradizionale. Non ci sono pause, tempi morti, la tua vita è quasi interamente dedicata al profitto, cambiano i ritmi e i tempi di lavoro ma la disponibilità offerta alla impresa è senza dubbio maggiore, alla fine i tempi di vita vengono contratti a vantaggio di quelli del lavoro, si torna al cottimo  in una versione moderna e digitale.

In questo mondo digitale e flessibile bisogna rivedere i sistemi di inquadramento della forza lavoro, maglie larghe e non paletti, connessione e formazione perenne, totale disponibilità del lavoratore verso l'impresa senza piu' alcuna distinzione tra lavoro feriale, festivo e notturno . Avranno bisogno di tanto lavoro gratuito, di potenziare il welfare aziendale (salario barattato con bonus per baby sitter o mezzi di trasporto), ci diranno di volere rendere più sicuro il nostro lavoro ma nel frattempo alimenteranno la precarietà contrattuale e esistenziale.
  FEDERICO GIUSTI REDAZIONE PISANA

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L'INDUSTRIA E LA CRISI

L'INDUSTRIA E LA CRISI

Dopo ben dodici anni, i dati statistici parlano di una crisi apparentemente superata con il ritorno della produzione industriale italiana ai livelli antecedenti a quelli del 2008
Prendiamo per buoni i dati riportati da Il sole 24 Ore che parlano del biennio 2018 \ 2019 con la produzione in aumento insieme all'export, una crescita pari al 3%.
Il vero problema è che l'Italia ha molte esportazioni verso paesi come l'Iran contro cui tuona Trump minacciando boicottaggi di varia natura, per non parlare poi della minaccia dei dazi Usa, per questo i dati positivi potrebbero presto scontrarsi con le decisioni assunte in politica estera.
Se cresce l’export industriale, per altro destinato nei prossimi anni a una ottima performance, cresce anche la produzione di armi  e il loro commercio. Il capitalismo italiano è comunque in ritardo nell'ammodernamento dei macchinari ma anche nella formazione di personale specializzato, colpa delle industrie che sulla formazione hanno investito poco e male, colpa del crollo delle immatricolazioni universitarie, colpa di un sistema scolastico inefficiente costruito come è sugli invalsi.
Nonostante ciò, fatturato, produzione ed esportazioni sono destinati a crescere, la domanda da porsi è  comunque un'altra: chi beneficerà di questa ricchezza visto che i posti di lavoro creati sono troppo pochi, i salari stagnano e il potere di acquisto, la capacità di spesa della famiglia media è piuttosto contenuta?
Sarà per questo motivo che proprio i prodotti di largo consumo come elettronica ed elettrodomestici presentano i dati peggiori.
Domande dirimenti e degne di risposta visto che i lavoratori e le lavoratrici hanno fatto fin troppi sacrifici con salari bloccati, aumento dell'età pensionabile e organizzazioni del lavoro dai ritmi sempre più' intensificati. La ricchezza prodotta è dei lavoratori e delle lavoratrici, non serva quindi alla riduzione del debito e alle speculazioni

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IL POPULISMO E L'ELITE: LA CRISI IRREVERSIBILE DELLE DEMOCRAZIE E L'ABIURA DEGLI INTERESSI DI CLASSE.

IL POPULISMO E L'ELITE: LA CRISI IRREVERSIBILE DELLE DEMOCRAZIE E L'ABIURA DEGLI INTERESSI DI CLASSE.

Si va parlando da tempo della tenuta delle Liberaldemocrazie occidentali preservandole dall'attacco dei populismi. È bene liberare il campo da alcuni equivoci.

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RICERCA E FORMAZIONE IN ITALIA.

RICERCA E FORMAZIONE IN ITALIA.
La richiesta padronale di chiedere nuove regole in materia di lavoro, contratti, rappresentanza, sciopero va nella direzione di controllare e piegare ai dettami capitalistici questi nuovi ingressi, renderli proni alla precarietà al lavoro gratuito, al di là delle analisi resta il vecchio vizio di abbattere i costi della forza lavoro e di accrescerne la produttività

Qualunque sia la realtà politica e sindacale, se vuole essere conflittuale e radicata non puo' eludere le questioni, fin da ora sappiamo che le tenteranno di tutte per imporre soluzioni " a favore delle imprese" , lo faranno in ogni ambito, dalla formazione ai contratti, dalla scuola all'orientamento, dalle politiche attive del lavoro a quelle cosiddette passive. Sta a noi evidenziare gli elementi di contraddizione e operare al loro interno nell'interesse della classe lavoratrice, di quella vecchia e di quella che uscirà dai processi in atto.
 
 
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UN GIORNO DI ORDINARIA CARNEFICINA

UN GIORNO DI ORDINARIA CARNEFICINA

Non siamo in presenza di una guerra né di una guerriglia. Quasi 50 palestinesi uccise in poche ore, uomini disarmati e trasformati in bersagli dall'esercito israeliano. Una strage immane con la diretta e attiva complicità dei governi e dei media occidentali, italiani inclusi, non basta dire che gli ambasciatori europei non partecipano al trasferimento della ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, quel trasferimento che viola e calpesta le stesse risoluzioni Onu che negano Gerusalemme come “capitale dello stato ebraico”. 

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