"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

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La questione della repressione e l'equivoco sul concetto dello stato di diritto

La questione della repressione e l'equivoco sul concetto dello stato di diritto

Periodicamente, in particolare negli ultimi anni, si ripropone, o viene riproposta pretestuosamente, la questione della Repressione dei movimenti cosiddetti antagonisti dando così luogo ad interpretazioni e analisi che si pongono, spesso, anche come criterio di metodo dell'azione ossia come strategia dell'agire politico.

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Un primo passo per ricomporre l'unità di classe!

Nonostante i teorici del finanzcapitalismo e i vari pagliacci bocconiani travestiti da professori di vario colore politico ipotizzino ogni giorno un nuovo scenario per una possibile uscita dalla crisi, noi di Lotta Continua, assieme alla stragrande maggioranza dei proletari, sappiamo fin troppo bene che queste sono soltanto vane illusioni: ciò che da cinque anni sta polverizzando l’esistenza di migliaia di persone è una crisi di sistema, e non un incidente di percorso come vogliono farci credere per continuare a legittimare lo stato di cose presente. Questa crisi e la macelleria sociale che ne è seguita, hanno dimostrato che l’unica soluzione definitiva al perdurare del disastro economico e sociale è la demolizione violenta del sistema nella sua totalità e la sua sostituzione con una società in cui il lavoro sia definitivamente liberato dall’alienazione e dall’asservimento al profitto.
Le condizioni oggettive hanno raggiunto un livello tale di drammaticità che sarebbe naturale pensare a uno scontro di classe già avanzato, sia sul terreno dell’organizzazione che su quello della violenza. Così però (ancora) non è: manca l’apporto soggettivo per il cambiamento radicale e, nello specifico, manca l’unità di classe del proletariato. Per ricomporre questa unità politica è necessario, oggi più che mai, partire con un lavoro capillare sul territorio al fine di riorganizzare collettivamente le esperienze di lotta dei vari reparti della classe.
Il coordinamento rsu dei metalmeccanici che si è costituito nell’hinterland milanese, è un primo passo non sufficiente ma sicuramente necessario per tornare a pensare e agire come classe.

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Tonino Miccichè: la memoria del presente

Tonino Miccichè: la memoria del presente

Trentotto anni fa, nel quartiere della Falchera, a Nord di Torino, nel corso della più grande occupazione di case della Città, veniva assassinato Tonino Miccichè da una guardia giurata iscritta alla Cisnal, il sindacato fascista del tempo.

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L'agenda Monti e l'agenda del capitalismo in crisi

L'agenda Monti e l'agenda del capitalismo in crisi

Con l'inizio dell'anno prende il via l'istituzionalizzazione delle politiche di espropriazione e di austerità prevista dal Fiscal Compact. Si tratta di politiche fatte proprie da tutte le principali forze partitiche, garantite anche dalla Carta d'Intenti firmata da PD e SEL. Questa realtà ci impone il definitivo abbandono di tutti quei terreni in cui siamo perdenti da sempre e ci spinge nella direzione della creazione di soggettività politiche autonome dai meccanismi di riproduzione del Capitale e dalle forme della politica dominante.

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La crisi del sindacato - Note per un’inchiesta

La crisi del sindacato - Note per un’inchiesta

La pesante crisi economica che caratterizza l'attuale fase storica sta nuovamente portando in primo piano le tematiche del lavoro dopo decenni di marginalità politica, mediatica e culturale. Condizioni materiali del lavoro, tipologie dei contratti di lavoro, rapporti fra lavoro e vita, salario e reddito stanno riprendendo la scena e chiedono risposte che, oggi, il sindacato non è in grado di dare.

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Religione e “Capitale” nel meeting dell'autoeletto “Popolo di Dio”

Riproponiamo l'articolo scritto l'anno scorso in occasione del 32° Meeting di Comunione e Liberazione, pubblicato sul numero 0 di Lotta Continua.

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Fare un giornale ai tempi di Marchionne e Monti

Fare un giornale ai tempi di Marchionne e Monti

Mentre scriviamo, si sta consumando l'assalto finale agli ultimi fortini che abbiamo conquistato nel lungo ciclo di lotte degli anni Sessanta e Settanta. Monti sta centrando tutti gli obiettivi per cui ha avuto il mandato dal capitale globale. Ora potrà portare ai “mercati” internazionali il tabù infranto dell'articolo 18, il frutto del suo “tecnico” sporco lavoro. Potrà mostrare ai suoi compari lo scalpo di quello che è diventato (non sempre a ragione) il simbolo di una stagione che ha messo con le spalle al muro la “legge” del profitto.

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Trentanove anni fa l’assassinio di Mario Lupo: un giovane partigiano degli anni settanta

Trentanove anni fa l’assassinio di Mario Lupo: un giovane partigiano degli anni settanta

Sono passati 39 anni da quella sera del 25 agosto 1972 in cui una squadra di neofascisti aggredì a Parma due compagni, ferendone gravemente uno e colpendo a morte Mario Lupo, militante di Lotta Continua.

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