"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

SULL'ANTIFASCISMO

SULL'ANTIFASCISMO

Il partigiano Ambrogio Confalonieri, nome di battaglia "Il Biondo":  era un operaio tornitore, nacque l'11 luglio 1915; nel 1943 andò a combattere in montagna unendosi, il 15 ottobre, alla 40esima  Brigata Matteotti. La notte del 2 giugno 1944, Confalonieri era con un gruppo di partigiani scesi da Biandino per attaccare il presidio fascista di Ballabio. Durante lo scontro, i fascisti lo colpirono al petto con una raffica di mitra e, per disprezzo, lasciarono il suo corpo esposto per lungo tempo al pubblico, quale monito per tutti. Poi lo seppellirono tra i rovi sotto pochi centimetri di terra.

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IL MIO 20 LUGLIO. Davide Rosci dal carcere di Teramo.

IL MIO 20 LUGLIO. Davide Rosci dal carcere di Teramo.

Il mio 20 luglio… con Rabbia e Amore. Lettera di Davide Rosci dal carcere di Teramo

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SQUADRISMO E RESISTENZA NELLE PERIFERIE MILANESI.

SQUADRISMO E RESISTENZA NELLE PERIFERIE MILANESI.

La notte porta consiglio.
Squadrismo e resistenza, le notti di Milano Sud.

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SONO PASSATI 39 ANNI DALL'ASSASSINIO DI FRANCESCO:IL NOSTRO DOLORE E LA NOSTRA RABBIA SONO SEMPRE LE STESSE. LA LOTTA CONTINUA!

SONO PASSATI 39 ANNI DALL'ASSASSINIO DI FRANCESCO:IL NOSTRO DOLORE E LA NOSTRA RABBIA SONO SEMPRE LE STESSE. LA LOTTA CONTINUA!

                                                                                                              (da un documento del 77)

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LE FOIBE TRA MITO E REALTA'

LE FOIBE TRA MITO E REALTA'

L'istituzione del "giorno del ricordo" nel 2004 da parte del governo Berlusconi con il sostegno del centro-sinistra è stata una operazione politico-culturale tutta orientata a costruire una storia parallela da scagliare contro la "giornata della memoria", la Resistenza, lo stesso 25 Aprile. Tanto che l'attenzione mediatica, ma anche la didattica nelle scuole, al 10 febbraio è perfino superiore a quella del 25 aprile. Si è naturalizzato quest'evento che rovescia la veriità storica su quanto avvenuto sul fronte orientale dove gli italiani diventano martiri del terrore venuto dall'est, quando invece hanno invaso la Jugoslavia, come responsabili diretti di decine di migliaia di morti e corresponsabili dell'invasione nazista di quel paese che ha causato oltre un milione di morti e innumerevoli episodi di indescrivibile atrocità. E' vergognoso che il governo di un paese che è stato responsabile di atrocità in Libia, in Etiopia, nei Balcani, in Grecia, invece di riflettere seriamente sul proprio passato si faccia promotore di un'operazione di dubbia validità stoirica e finalizzata a costruire un'immagine di "italiani brava gente" del tutto falsa. Questa operazione politico-culturale, per la sua ricaduta sul presente, va contrastata con forza. Riproponiamo un'intervista rilasciata da Alessandra Kersevan, studiosa della sua regione, il Friuli, e ricercatrice delle problematiche del fronte orientale.

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