"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

OMBRE SUL CONTRATTO DEI RIDER DEL 18 LUGLIO

OMBRE SUL CONTRATTO DEI RIDER DEL 18 LUGLIO

Per i rider non si annunciano cambiamenti sostanziali che migliorino la loro condizione di vita e di lavoro, infatti la flessibilità di orario viene demandata ad accordi tra le parti, sappiamo bene che sindacati complici  sono sempre ben disposti ad accordare deroghe e condizioni favorevoli solo alle aziende .

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TEMPO DETERMINATO: LE CRITICHE DA DESTRA DI PD E PADRONI.

TEMPO DETERMINATO: LE CRITICHE DA DESTRA DI PD E PADRONI.

Il Governo ha licenziato il decreto dignità. Dal Pd e dagli ambienti padronali la critica piu' gettonata è stata quella di volere favorire la disoccupazione come se occupazione fosse sinonimo di precarietà. E' questo l'aspetto saliente di una critica " da destra" al decreto dignità mentre "da sinistra", e a ragione, si è manifestata opposizione al ritorno del voucher.

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I CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO E I MILLE RIPENSAMENTI GOVERNATIVI

I CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO E I MILLE RIPENSAMENTI GOVERNATIVI

E che voucher sia, è singolare ma il Governo riparte proprio da dove il Governo Renzi aveva fatto un passo indietro, ossia sui buoni lavoro. Ci saremmo attesi un decreto decisamente piu' coraggioso ma stando al testo provvisorio (altre novità arriveranno dal dibattito parlamentare) possiamo dire che per restituire dignità al lavoro serviranno ben altri interventi.

Intanto i contratti a tempo determinato legati alle attività stagionali potranno essere prorogati o rinnovati liberamente, quindi scompare la causale proprio come richiesto dai padroni. E anche sul fronte dell’aggravio contributivo per ciascun rinnovo dei contratti a termine, ci si muove sulla strada già battuta dal Governo Renzi e dalla ministra Fornero.

Veramente poco rispetto alle reali necessità, qualcosa è stato fatto come la riduzione della durata massima dei contratti a termine da 36 a 24 mesi ma servirebbe una normativa tale da favorire l'assunzione a tempo indeterminato. A livello statistico tra qualche mese scopriremo che il lavoro diminuisce come il numero degli occupati, infatti il 4% degli 80 mila contratti stagionali a tempo determinato ha superato il 24 mesi e per i settori pubblici e privati si apriranno problemi e contenziosi, una volta approvata in Parlamento la legge.

Sempre tra qualche mese diranno che la normativa dei 24 mesi costringerà al nero e alla disoccupazione migliaia di lavoratori e lavoratrici che «non troveranno altra occupazione» superati, appunto, i 24 mesi.

All'atto finale, pubblicazione in Gazzetta ma soprattutto con la trasformazione entro 60 giorni in Legge, capiremo quali interessi avranno vinto, intanto alle imprese è stata concessa la prosecuzione, a-causale, dei rapporti a termine stagionali anche dopo i 12 mesi.

Un percorso tortuoso per produrre risultati decisamente inferiori alle aspettative, a prevalere sembrano gli interessi industriali del Nord, e non solo quelli, provvedimenti parziali per altro non accompagnati da interventi in materia di contratti, innovazione, organizzazione del lavoro e politiche attive. Decisamente poco in un paese dove la precarietà è dilagante, una precarietà che alimenta povertà, miseria, infortuni e morti sul lavoro.

rinviamo al testo in Gazzetta
http://www.ansa.it/documents/1530532246385_BozzaDecretoDignita.pdf

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A PROPOSITO DI VOUCHER

A PROPOSITO DI VOUCHER

Di Maio giudica probabile la reintroduzione del voucher, anzi ne caldeggia la approvazione in alcuni casi specifici che vanno dai lavori agricoli, alle pulizie, al giardinaggio senza dimenticare il babysitteraggio, insomma casi che se approvati aprirerebbero la strada ad un utilizzo del buono massiccio e incontrollato come nel passato

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MA PERCHE’ LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE VIENE ESCLUSA DAI LIMITI IMPOSTI AL TEMPO DETERMINATO?

MA PERCHE’ LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE VIENE ESCLUSA DAI LIMITI IMPOSTI AL TEMPO DETERMINATO?

Il “decreto dignità” e le normative sul contratto a tempo determinato escluderanno la pubblica amministrazione.
Parliamo di oltre 3 milioni di lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato, altri migliaia con contratti precari e a tempo determinato. Il pubblico dovrebbe dare il buon esempio ma invece accade il contrario. Tutto ciò avviene mentre si ipotizzano tagli alla sanità e al welfare nella manovra economica di fine anno. Altri, meglio di noi, sapranno fornire spiegazioni giuridiche, tireranno in ballo la Madia ma alla fine il pubblico potrà continuare ad abusare dei contratti a tempo determinato, eppure proprio il lavoro pubblico avrebbe bisogno di un cambio generazionale capace di ringiovanire la forza lavoro piu' anziana della Ue. Non possiamo che constatare la continuità tra la Riforma Brunetta e la Madia, è pur vero che il lavoro pubblico è soggetto a regole diverse ma non per questo bisogna sottostare alla precarietà o , peggio ancora, pensare che il contenimento della spesa continui ad essere dominante.
Quindi nel pubblico non saranno introdotte le causali, i contratti a termine nella Pubblica Amministrazione sono per forza di cose casuali ma solo in teoria, basti pensare alle educatrici, ai tecnici, agli autisti degli scuolabus a tempo a sostituire personale di ruolo che non viene assunto o perchè non previsto nel Piano occupazionale triennale o per non superare i tetti di spesa.  Molte delle assunzioni a tempo nella Pubblica amministrazione di eccezionale hanno ben poco come del resto i contratti precari nella ricerca o le sostituzioni lunghe degli insegnanti.
Poi c'è l'interinale che nel corso degli anni non è cresciuto ma continua ad esistere per non parlare poi delle altre tipologie contrattuali precarie.

Altro aspetto importante è rappresentato dalla mobilità, prima delle assunzioni e dei contratti corre l'obbligo di prevedere bandi di mobilità da altri enti con il risultato che l'occupazione non cresce e la forza lavoro non si rinnova\ringiovanisce. Per anni invece di scorrere le graduatorie concorsuali si è fatto ricorso alla mobilità, esistono centinaia di esempi in tal senso senza che il legislatore sia mai intervenuto per porre fine a questa autentica vergogna.
Alcuni settori della Pubblica amministrazione subiscono ondate di tempi determinati e non ci sembra che la esclusione del pubblico dalle novità del decreto Dignità siano giustificabili soprattutto se per anni si rinnovano i contratti nella ricerca e nell'università o nella scuola .E il problema non puo' essere affrontato, e men che mai liquidato , con la cosiddetta indennità risarcitoria nel caso di superamento del tetto massimo per il tempo determinato
Per tutte queste ragioni, anche la Pubblica amministrazione ha bisogno di rivedere le normative sui contratti a tempo e precari nella direzione del loro superamento.

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