"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

CONTRATTI ENTI LOCALI E SANITA’: MA E’ ORO TUTTO CIO’ CHE LUCCICA?

CONTRATTI ENTI LOCALI E SANITA’: MA E’ ORO TUTTO CIO’ CHE LUCCICA?

Abbiamo intervistato Antonio Piro e Federico Giusti del sindacato generale di base per saperne di più sui contratti appena siglati

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ISPETTORATO DEL LAVORO E INPS: PERCHE' NON COMUNICANO?

ISPETTORATO DEL LAVORO E INPS: PERCHE' NON COMUNICANO?

Per quale ragione l’Ispettorato del lavoro non può avere libero accesso alle banche dati dell’Inps come accade al contrario nel caso dell'Inail? Non siamo in presenza di un corto circuito che dimostra il fallimento dell’Ispettorato nazionale previsto dalla Legge 149/2015 e già in funzione da due anni?

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ENIGMA FORNERO: ABBASSERANNO L'ETA' PENSIONABILE?

ENIGMA FORNERO: ABBASSERANNO L'ETA' PENSIONABILE?

La spesa per le pensioni dovrà essere adeguatamente coperta se andremo verso una pur piccola revisione della Legge Fornero che ormai M5S-Lega non intendono cancellare. Ma a quanto ammonta la spesa? E perché industriali, Troika e Pd tuonano contro ogni cambiamento per anticipare, pur di poco lo ripetiamo, l'età pensionabile?

Ammonterebbero a circa 5 miliardi i soldi necessari per applicare la quota 100 (ma 64 anni di età minima) o 41 anni e 5 mesi senza limiti di età. Ma forse di maggiore rilevanza è la cosiddetta opzione donna per consentire a 58 anni e 35 di contributi l'uscita dal lavoro. All'ordine del giorno poi la  “pensione di cittadinanza” che altro non è se non portare a 780 euro mensili le pensioni più basse.

Agli occhi dell'opinione pubblica, qualora i provvedimenti dovessero essere adottati,  Lega e  5Stelle apparirebbero come i soli ad avere messo in discussione l'innalzamento dell'età pensionabile, chi allora continua a parlare astrattamente di “sinistra” come baluardo in difesa dei lavoratori dovrebbe prima rispondere ad una semplice domanda: perché il Pd, ammesso e non concesso che sia una forza di sinistra e noi sappiamo bene che non lo è, ha saputo solo accogliere le istanze dei padroni? 

In queste elezioni comunali abbiamo sentito molti dire che bisogna bloccare l'avanzata barbarica delle destre, ma agli occhi del cittadino medio questa orda di barbari rappresenta un'alternativa migliore al liberismo del Pd. Diciamocelo senza cadere in categorie astratte e luoghi comuni dell'oligarchia intellettuale che sostiene il Pd e la rinascita di quell'Ulivo che ricordiamo introdusse non la riduzione dell'orario di lavoro ma il lavoro interinale.

Detto ciò, come finanzieranno la spesa per le pensioni? Con la spending review di Cottarelli tanto amato da Lega e 5 Stelle? Basta tagliare le pensioni d'oro, quelle che superano di dieci volte le pensioni minime? Ovviamente non bastano i soldi eventualmente provenienti dai tagli alle pensioni auree, allora dove andranno a prenderli i soldi mancanti? Sta qui il nodo dirimente e su cui male non sarebbe aprire il dibattito anche a "sinistra".


Del resto, conti alla mano, tutte queste misure avrebbero bisogno di trovare la copertura di circa 20 miliardi di euro, fermo restando che i paletti proposti da Lega e 5 Stelle sono destinati ad una platea ridotta di lavoratori e lavoratrici e senza dimenticare che l'Inps per applicare la quota cento come requisito per la pensione indicava la spesa aggiuntiva che va da 15 a 18 miliardi di euro.

Vogliamo allora provare insieme a ragionare sui tagli che per noi dovrebbero essere

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IL NUOVO LIBRO BIANCO ALL'INSEGNA DI INDUSTRIA 4.0 Pochi ne parlano, ma sta per arrivare.

IL NUOVO LIBRO BIANCO ALL'INSEGNA DI INDUSTRIA 4.0 Pochi ne parlano, ma sta per arrivare.

Tutte le mansioni sono esigibili: quanto tempo manca ancora da quando ci imporranno, in calce al contratto individuale di lavoro, queste condizioni capestro?
L'Italia è un paese senza mobilità sociale, con regole troppo rigide e legislazioni del lavoro che non permettono il ricorso alla flessibilità.

 Non sono parole nostre ma vengono pronunciate ormai indistintamente da padroni, sindacalisti, apologeti del quinto stato come se il concetto di flessibilità fosse portatore di diritti e salario, come se la mobilità sociale non venisse determinata dal potere di acquisto dei salari e dalle opportunità di accedere, parliamo delle classi sociali meno abbienti, a percorsi universitari e formativi.

Al contrario, i figli degli operai hanno meno possibilità di 20 anni fa di accedere all'università o anche ai licei, con la crisi economica e sociale e le privatizzazioni, quel poco di mobilità sociale esistente è stata fortemente ridimensionata.

Ora è la volta della flessibilità delle mansioni che poi si tradurrà nel pretendere, a parità di salario, maggiori e differenti prestazioni dal singolo lavoratore superando i contratti nazionali di lavoro e la stessa declaratoria dei profili professionali all'interno della Pubblica amministrazione e del privato.

Da qui a 10 anni, Industria 4.0 racconta che quasi la metà dei lavoratori cambierà le proprie mansioni, poco sappiamo dei nuovi profili professionali e men che mai delle dinamiche salariali e contrattuali

Smart working, lavoro a casa, gestione di macchine in modalità remota, ne parla il libro Bianco di AssoLombarda che a detta di alcuni potrebbe avere lo stesso impatto che ebbe il Libro Bianco di Marco Biagi.

Intanto cerchiamo di capire qualcosa dalla lettura di alcuni articoli, reperibili sul web, che anticipano i principali contenuti. Si va dalle politiche attive del lavoro a discapito degli ammortizzatori sociali fino ai percorsi formativi per ricollocare i dipendenti quando sono ancora alle dipendenze di una ditta, dal superamento del cartellino per favorire una prestazione lavorativa sempre più intensa e flessibile fino alle nuove tipologie flessibili dei contratti.

 Teniamo conto che questo ennesimo Libro Bianco è in piena continuità con il lavoro gratuito, lo smart working e tutte quelle flessibilità che mirano alla individualizzazione del rapporto di lavoro e possono andare bene in una metropoli come quella Milanese e solo per poche tipologie lavorative. È comunque importante conoscere gli obiettivi padronali e sapersi muovere criticamente in un mondo dove alcune parole saranno sempre più diffuse cogliendo da subito cosa si cela dietro questi concetti apparentemente neutri.

Chi pensa di essere libero dalla schiavitù moderna del cartellino, è bene che si ricreda perché la connessione 18\9 ore su 24 determina un livello di stress e di sfruttamento più alto dell'orario tradizionale. Non ci sono pause, tempi morti, la tua vita è quasi interamente dedicata al profitto, cambiano i ritmi e i tempi di lavoro ma la disponibilità offerta alla impresa è senza dubbio maggiore, alla fine i tempi di vita vengono contratti a vantaggio di quelli del lavoro, si torna al cottimo  in una versione moderna e digitale.

In questo mondo digitale e flessibile bisogna rivedere i sistemi di inquadramento della forza lavoro, maglie larghe e non paletti, connessione e formazione perenne, totale disponibilità del lavoratore verso l'impresa senza piu' alcuna distinzione tra lavoro feriale, festivo e notturno . Avranno bisogno di tanto lavoro gratuito, di potenziare il welfare aziendale (salario barattato con bonus per baby sitter o mezzi di trasporto), ci diranno di volere rendere più sicuro il nostro lavoro ma nel frattempo alimenteranno la precarietà contrattuale e esistenziale.
  FEDERICO GIUSTI REDAZIONE PISANA

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L'INDUSTRIA E LA CRISI

L'INDUSTRIA E LA CRISI

Dopo ben dodici anni, i dati statistici parlano di una crisi apparentemente superata con il ritorno della produzione industriale italiana ai livelli antecedenti a quelli del 2008
Prendiamo per buoni i dati riportati da Il sole 24 Ore che parlano del biennio 2018 \ 2019 con la produzione in aumento insieme all'export, una crescita pari al 3%.
Il vero problema è che l'Italia ha molte esportazioni verso paesi come l'Iran contro cui tuona Trump minacciando boicottaggi di varia natura, per non parlare poi della minaccia dei dazi Usa, per questo i dati positivi potrebbero presto scontrarsi con le decisioni assunte in politica estera.
Se cresce l’export industriale, per altro destinato nei prossimi anni a una ottima performance, cresce anche la produzione di armi  e il loro commercio. Il capitalismo italiano è comunque in ritardo nell'ammodernamento dei macchinari ma anche nella formazione di personale specializzato, colpa delle industrie che sulla formazione hanno investito poco e male, colpa del crollo delle immatricolazioni universitarie, colpa di un sistema scolastico inefficiente costruito come è sugli invalsi.
Nonostante ciò, fatturato, produzione ed esportazioni sono destinati a crescere, la domanda da porsi è  comunque un'altra: chi beneficerà di questa ricchezza visto che i posti di lavoro creati sono troppo pochi, i salari stagnano e il potere di acquisto, la capacità di spesa della famiglia media è piuttosto contenuta?
Sarà per questo motivo che proprio i prodotti di largo consumo come elettronica ed elettrodomestici presentano i dati peggiori.
Domande dirimenti e degne di risposta visto che i lavoratori e le lavoratrici hanno fatto fin troppi sacrifici con salari bloccati, aumento dell'età pensionabile e organizzazioni del lavoro dai ritmi sempre più' intensificati. La ricchezza prodotta è dei lavoratori e delle lavoratrici, non serva quindi alla riduzione del debito e alle speculazioni

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