"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

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27 OTTOBRE SCIOPERO!!!

27 OTTOBRE SCIOPERO!!!

IL 27 OTTOBRE I SINDACATI DI BASE SGB, CUB, SICOBAS, SLAICOBAS E USI-AIT HANNO DICHIARATO LO SCIOPERO GENERALE.

Perché partecipare e sostenere il 27 ottobre? La piattaforma di convocazione dello sciopero è a nostro avviso quella giusta. Guarda ai problemi reali come il potere di acquisto e di contrattazione, alla difesa dei salari. Ai giovani che per trovare lavoro hanno bisogno anche di una legge sulla previdenza che non costringa a rimanere il servizio fino a 70 anni, magari con lo spettro di una pensione da fame.

Ma il problema non è convocare lo sciopero generale, bensì quello di farlo riuscire, di praticarlo nei luoghi di lavoro del privato e della pubblica amministrazione. Da anni gli scioperi generali del sindacalismo di base vantano un’adesione circoscritta. Le ragioni sono molteplici: la debolezza del sindacalismo di base, le normative sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro che impediscono l’agibilità sindacale e la possibilità di arrivare alla stragrande maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici. Anche l'uso strumentale che si fa dell'azione sindacale per mettere in piedi cartelli politici ha un effetto delimitante.

I dati dell'Aran sanciscono il monopolio di Cgil Cisl Uil e del sindacato autonomo nella pubblica amministrazione, basta guardare alle deleghe e ai voti riportati nelle elezioni Rsu dove è impossibile presentare liste nazionali in base alle quali misurare la rappresentatività. Siamo certi che se il sindacalismo di base avesse la possibilità di presentare liste a prescindere dove è presente, i risultati ottenuti sarebbero ben diversi, siamo anche convinti che il prossimo rinnovo dei contratti pubblici (40 euro di aumenti netti se va bene dopo 9 anni di blocco) introdurrà normative peggiori ma sarà utile da sbandierare per le elezioni Rsu in primavera. Ormai tra Governo e sindacati rappresentativi e firmatari di contratto non c'è più alcuna distinzione e questa subalternità non porta ad alcun risultato se non all'assoggettamento dei lavoratori alle logiche della controparte.

La questione della rappresentanza è oggi dirimente, ma non pensiamo che una legge possa risolvere il problema. In ballo c'è ben altro, ossia la reale agibilità sindacale, la democrazia nei luoghi di lavoro, la possibilità di indire assemblee in ogni ente o azienda che sia.

Ma in numerose aziende registriamo una autentica barbarie, tra ricatti, soprusi e azioni arbitrarie dei padroni, piccoli o grandi che siano, cooperative o multinazionali, tutti accomunati dall'intento di zittire i lavoratori e le lavoratrici perché accettino condizioni di vita e di lavoro disumane, sottoposte a logiche di sfruttamento selvaggio. E con l'art 18 riscritto dalla Fornero i padroni ti licenziano cavandosela con pochi euro. Una legge sulla rappresentanza sindacale è il risultato di rapporti di forza che oggi depongono solo a nostro sfavore, sta a noi tutti/e provare a invertire la tendenza.

Veniamo da anni di sconfitte, anni nei quali i salari hanno perso potere di acquisto. Anni nei quali il potere di contrattazione si è ridotto ai minimi termini. Anni nei quali i contratti precari hanno cancellato quel minimo di solidarietà costruito con le lotte dei decenni passati.

Il conflitto di classe in Italia ha visto prevalere l'alleanza del potere economico e finanziario con i sindacati che hanno svenduto la loro rappresentatività in cambio di accordi al ribasso. Hanno distrutto il contratto nazionale, favorito lo smantellamento del welfare e dello stato sociale in cambio di sanità e previdenza integrativa. Sono stati insomma complici di quei processi che hanno messo in ginocchio i lavoratori e le lavoratrici, precarizzato i rapporti di lavoro e innalzato l'età pensionabile. Allo stesso tempo sta dilagando il lavoro gratuito come espressione massima dello sfruttamento. Si afferma l'economia della promessa che si applica con gli stages e con l'alternanza scuola lavoro.

La nostra partecipazione alle piazze dello sciopero generale ha come obiettivo quello di dare un contributo reale per costruire nei luoghi di lavoro una opposizione di classe. Da parte nostra c’è la certezza che solo unificando le lotte ora disperse e scollegate potremo costruire percorsi di lotta all'insegna dell’opposizione reale. Senza il conflitto generalizzato, senza leggere e affrontare la realtà odierna per quella che è, non riusciremo ad uscire dalla situazione di subalternità in cui si trovano le classi subalterne.

Sta a noi tutti/e operare in termini ricompositivi e conflittuali. Da questo dipende la possibilità delle classi sociali subalterne di sottrarsi allo sfruttamento e alle logiche politiche dominanti costruite ad arte per dividerci.

SOSTENIAMO LE RESISTENZE PER TORNARE ALL’ATTACCO!

LA REDAZIONE DI LOTTA CONTINUA.

 

 

 

 

 

 

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Venerdì, 17 Novembre 2017

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