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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Coniugare vita e lavoro? Non come vorrebbero i padroni

Coniugare vita e lavoro? Non come vorrebbero i padroni

Da mesi va avanti la campagna dei padroni mirante a convincerci che lo scambio tra salario e welfare converrebbe ai lavoratori e alle lavoratrici.
Ma quello di cui noi abbiamo bisogno è ben altro, ossia salari adeguati al costo della vita, reddito e un welfare universale capace di erogare servizi reali. Il ritornello ricorrente è quello che vorrebbe convincerci che si spende troppo per le pensioni, eppure le pensioni del futuro sono da fame e probabilmente molti e molte non arriveranno neppure a fine mese. Si spende tanto in previdenza ma si spende sempre meno per il welfare, si vuole far passare il luogo comune che i problemi potrebbero essere risolti deviando parte della spesa pubblica dalle pensioni ai giovani. Ma i lavoratori percepiscono la pensione in base ai contributi versati, allora l'obiettivo diventa un altro, ossia ridurre ulteriormente il peso delle pensioni condannandole a cifre misere.
 In Italia si danno troppi soldi ai profitti e per il pagamento del debito, è vero che i fondi destinati alle  famiglie e ai minori in Italia sono attorno al 3% del totale delle spesa pubblica ma non si dice che le materne sono gratuite  e dovrebbero essere anche i nidi che restano invece servizi a domanda individuale, in buona parte pagati dalle famiglie. Il problema allora non è spendere meno ma l'esatto contrario, spendere di più, non monetizzare i contributi per arricchire le strutture private ma costruirne di pubbliche.
Il bonus nascite serve a poco , servirebbe piuttosto un asilo nido aperto e funzionante per consentire alle giovani madre di lavorare, serve un reddito reale e non una elemosina.
Le politiche distributive a favore dei giovani sono concepite in antitesi alla spesa per gli anziani, non dimentichiamo che i tagli lineari hanno proprio cancellato innumerevoli servizi o li hanno seriamente depotenziati. La soluzione non è quella di ridurre l'orario di lavoro e il salario per consentire ai giovani padri o alle giovani madre di accudire i figli perché quei soldi che percepiranno in meno renderanno ancora più precaria la esistenza di tanti nuclei familiari
Sarò per questo motivo che le nascite sono in continuo calo, non si fanno figli\e quando la certezza di esistenze precarie rende oscuro e incerto il futuro.

FEDERICO GIUSTI – REDAZIONE PISANA

 

https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.it/2018/04/coniugare-vita-e-lavoro-non-come.html

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Giovedì, 18 Ottobre 2018

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