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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Nuovo attacco al diritto di sciopero: c’è chi dice no!

Nuovo attacco al diritto di sciopero: c’è chi dice no! - Lotta Continua

Il prossimo esecutivo è sempre più convinto di inserire tra le priorità l'ennesima regolamentazione del diritto di sciopero e a prescindere da chi effettivamente governerà il paese siamo certi che i lavoratori saranno sotto assedio.

Nei servizi pubblici essenziali l’indizione di uno sciopero che non preveda l’osservanza di preavviso darà adito al Prefetto di emanare l'ordinanza di precettazione imponendo così ai lavoratori in sciopero l'obbligo di lavorare e non solo in alcune fasce orarie ma in tutti i turni previsti.

L'ordinanza prefettizia potrà avvenire anche senza avere espletato la procedura di raffreddamento come prevede la 146\90.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza 2471\18, interviene in maniera dirimente per ostacolare il diritto di sciopero, si adduce la motivazione che potrebbe non esserci continuità tra la proclamazione della protesta e la sua effettiva realizzazione per legittimare l'intervento del Prefetto in nome degli interessi collettivi e della salvaguardia del servizio pubblico che poi si tramuta nell'ostacolare l'esercizio dello sciopero stesso.

In questo modo sarà possibile con l’ordinanza di precettazione imporre la revoca di uno sciopero anche per alcuni giorni. Un potere eccezionale, quello assegnato alla Prefettura, tale da impedire uno sciopero adducendo la motivazione della tutela di prestazioni del servizio pubblico indispensabili alla collettività, un divieto che potrà protrarsi per alcuni giorni.

Tutto nasce dallo sciopero indetto e praticato da alcuni sindacati dell’Azienda Municipalizzata Trasporti di Genova, sciopero senza preavviso convocato a inizio del turno di primo mattino e senza neppure rispettare il termine dei 10 giorni di preavviso o avere nel frattempo espletato il tentativo di conciliazione previsto. La sentenza del consiglio di stato è pericolosissima perché mira non solo a provvedimenti disciplinari contro i lavoratori ma anche a indurre l'azienda a intraprendere cause per risarcimenti economici. 

 E' evidente che il Consiglio di stato interpreti il diritto in maniera assai diversa dal Tar e questo pronunciamento rappresenterà un precedente assai pericoloso perché ribadisce il rispetto di regole che per gli autoferrotranvieri non hanno solo limitato il diritto costituzionale dello sciopero ma lo hanno sostanzialmente vanificato con il rispetto di preavvisi e regole atte solo a disinnescare l'efficacia di questa forma di lotta e favorire così processi di privatizzazione che hanno messo in ginocchio il trasporto pubblico locale

FEDERICO - REDAZIONE PISANA

 

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