"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

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LICENZIARE PER I PROFITTI? E' POSSIBILE E "LECITO".

LICENZIARE PER I PROFITTI? E' POSSIBILE E "LECITO".

Ne avevamo parlato mesi fa, il licenziamento può avvenire anche solo adducendo la motivazione che l'azienda vuole accrescere i profitti. Ci sembra un’autentica beffa ammettere che il giustificato motivo oggettivo può esserci non solo la riorganizzazione aziendale ma anche al superamento di congiunture di mercato sfavorevoli. Fino ad oggi il licenziamento poteva avvenire in presenza di  crisi d’impresa, oggi invece si potrà licenziare per garantire la «migliore efficienza gestionale o produttiva», o per l' «incremento della redditività d’impresa».

Ormai non solo i diritti ma la nostra fonte di sopravvivenza, il lavoro, diventa una variabile dipendente dai profitti di impresa,  non sappiamo come sarà possibile la verifica da parte del Giudice delle effettive  esigenze organizzative o produttive per giustificare il licenziamento. In teoria, ricordiamo solo in teoria, ci diranno che la riorganizzazione aziendale dovrà essere accertata ma il fatto che si possa eliminare una posizione lavorativa dall'organigramma aziendale resta una libertà concessa ai padroni che presto si trasformerà in libero arbitrio.

Pubblicato da Delegati e Lavoratori Indipendenti Pisa

IN RICORDO DI FRANCO SERANTINI
I RIDER? PER I PADRONI NON SONO OBBLIGATI A LAVORA...

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Martedì, 21 Agosto 2018

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