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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

2 giugno a Camp Darby

2 giugno a Camp Darby

 Di: Redazione Lotta Continua

2 Giugno: dalla Repubblica fondata sul lavoro che ripudia la guerra alla Repubblica della Guerra, del Commercio di armi e delle disuguaglianze 

Il 2 Giugno è stata promossa una manifestazione a Camp Darby per protestare contro la la decisione di Usa e Nato, avallata dalla Regione e dal Comune di Pisa, di costruire uno snodo ferroviario che collegherà la base militare alla vecchia stazione di Tombolo. Da qui ingenti quantitativi di armi potranno essere inviati alla volta delle basi militari Usa e Nato dislocate sul territorio italiano e da lì destinate ad alimentare li vari teatri bellici nel mondo.

La ferrovia della guerra sarà finanziata dagli Usa all'interno di uno scenario del tutto inedito: ridefinire ruoli e assetti delle basi militari a stelle e strisce e Nato (ormai non fa più differenza), riducendone la dimensione ma ammodernandole perché siano funzionali al rifornimento permanente e rapido delle truppe impegnate nelle guerre.

In questo modo ogni giorno parti consistenti del territorio italiano sono militarizzate, divenendo nodi  costitutivi di una rete che ormai domina la sfera pubblica a livello infrastrutturale e mediatico. Dalle giornate di solidarietà alle forze armate sino alle frecce tricolori è un continuo susseguirsi di iniziative con la partecipazione attiva di reparti militari dell'esercito, in un’escalation bellicista propagandata a reti unificate. Occorre ricordare che dietro a queste manifestazioni “folcloristiche” ci sono precisi interessi economici e geopolitici, declinate per il pubblico in termini di “difesa degli interessi dell’Occidente”. Si cerca cioè di nascondere l’occupazione di paesi espropriati di ogni ricchezza per il controllo dei corridoi migratori e delle vie energetiche, la privazione unilaterale della sovranità e gli attacchi militari contro chi osa dissentire.

La nostra partecipazione alle iniziative antimilitariste nasce dalla necessità di contrapporsi:

- alla Nato e alla militarizzazione del territorio

- all'aumento delle spese militari a discapito delle spese sociali, delle misure di sostegno ai salari, al welfare al reddito

- all’imperialismo, da qualunque Stato sia esso esercitato

A chi dice che la militarizzazione non ci riguarda vogliamo ricordare che attorno a numerose basi come in Sardegna nel caso del poligono di Tiro, si sono sviluppate malattie mortali che hanno colpito sia i militari che gli abitanti delle cittadine adiacenti.

La militarizzazione nuoce alla salute di tutti noi, alla democrazia e alla Stato sociale.

Non stare a guardare, partecipa alle iniziative contro la militarizzazione!

 

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