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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Verso la manifestazione del 2 giugno a Camp Darby: quello che governo nazionale e locale non dicono

Verso la manifestazione del 2 giugno a Camp Darby: quello che governo nazionale e locale non dicono

In Italia l'ampliamento di una base è stato già scongiurato dalla mobilitazione dei cittadini, è il caso dell'aeroporto militare di Vicenza.

Ma pochi sanno che l'Hub militare di Pisa, capace di equipaggiare e inviare migliaia di soldati nell'arco di pochi giorni, è stato potenziato proprio all'indomani della decisione su Vicenza dove la base militare Usa è stata ridimensionata rispetto al disegno iniziale e, al suo posto, è arrivato un parco con milioni di euro destinati a lavori pubblici.

La differenza sta anche nel fatto che le istituzioni locali venete erano contrarie a questo ampliamento, la chiesa si è mobilitata, i movimenti hanno dato vita a una vasta mobilitazione durata anni.

A Pisa, invece, il Sindaco e il Pd sono silenti e favorevoli alla costruzione di una ferrovia adibita solo a fini militari, stesso discorso vale per la Regione Toscana.
 
In queste elezioni comunali nessuno parla della Base Usa di Camp Darby, della ferrovia della guerra, dei Navicelli, dei disegni strategici.

Da due anni è stata assunta la decisione di costruire una ferrovia che permetta alla base di Camp Darby il trasporto di armi utilizzando la stazione di Tombolo che sarà recuperata dopo anni di abbandono. Eppure se non fosse stato per la caparbietà di un consigliere comunale di Città in Comune non lo avremmo saputo, tutti (da Sindaco a Presidente della Regione) ne erano a conoscenza ma si erano ben guardati dal farne parola.

L'obbedienza non è una virtù, lo diceva oltre mezzo secolo fa Don Milani nella ormai famosa leggera ai cappellani militari (che a rigor di cronaca sono alti ufficiali che costano milioni di euro all'anno. Quanti soldi avremmo risparmiato e reinvestito a fini sociali sopprimendo i cappellani militari?), ma invece l'obbedienza e l'ignavia regnano sovrane.

Volete solo un esempio? La presenza di militari nelle scuole di ogni ordine e grado, la Costituzione o le due Guerre Mondiali spiegate dai militari, non dagli storici o dagli insegnanti ma dai militari. E chi disobbedisce al pensiero unico ,come i due insegnanti siciliani (Mazzeo e Pugliese ) , contestando la presenza di militari nelle scuole viene sottoposto a procedimento disciplinare.

Pisa  è una città militarizzata, la giornata di solidarietà non dura piu' 24 ore ma nel corso degli anni si è trasformata dilatandosi in tante iniziative, poi non c'è cerimonia pubblica del Comune dove non arrivi una banda militare o le frecce tricolori o l'immancabile lancio dei parà.

Se poi giri per il centro storico hai camionette dell'esercito, la città deve vendere la immagine della sicurezza,  peccato che a pochi metri di distanza lo spaccio di droga vada avanti di giorno e notte.

Torniamo su Camp Darby con alcune domande essenziali alle quali l'amministrazione Comunale uscente non ha mai risposto rinunciando a cercare lei stessa delle risposte ma trincerandosi, anche in Consiglio Comunale, dietro alle decisioni altrui, della Regione, del Parco e degli Usa.

Visto che si tratta di un'opera legata alla sicurezza nazionale (meglio sarebbe parlare di insicurezza, nessuno potrà invocare il rispetto della Convenzione europea del 1998, quella che in teoria dovrebbe garantire informazioni e partecipazione popolare ai processi decisionali quando sono in gioco interessi di giustizia o di natura ambientale. La Convenzione  non puo' essere applicata perchè sono in gioco le relazioni internazionali (la sudditanza rispetto alla Nato e agli Usa) e la fantomatica sicurezza pubblica.

E cosi' non sappiamo nulla, per caso si apprende che i ritardi nei lavori della ferrovia sono dovuti al fatto che alcuni dei terreni interessati sono di proprietà del Comune di Pisa che potrebbe, se volesse, opporsi alla loro cessione per costruire la ferrovia della morte (ma forse stiamo chiedendo troppo?).

Nulla viene detto in merito al recepimento delle indicazioni, da oltre un anno inviate dall'Ente Parco, si sa che le opere militari sono svincolate dalla documentazione necessaria per il cosiddetto impatto ambientale.

La ferrovia della guerra è svincolata dal rispetto di regole in merito ai profili paesaggistici e ambientali tuttavia l'Ente Parco ha suggerito alcune prescrizioni, misure compensative che allo stato attuale nessuno ha ancora recepito. Nulla poi viene detto dalla stampa locale, la stessa che ha steso il tappeto rosso all'ambasciatore Usa, eppure si tratta di argomento dirimente per la stessa cronaca locale.

Allora cosa stanno facendo le istituzioni locali in merito alla ferrovia della Guerra (che prevede anche la costruzione di un ponte girevole presso la base )?

Il loro silenzio\assenso, l'avere lasciato solo l'Ente Parco nel chiedere almeno delle misure compensative a tutela della fauna e della flora mediterranea, è forse accettabile ?

 E' concepibile che l'amministrazione comunale di Pisa non possa (o non voglia?) neppure intervenire per acquisire informazioni e renderle pubbliche? Dov'è finita la trasparenza e la partecipazione dei cittadini?

Gli Usa hanno presentato il progetto relativo alla ferrovia della Guerra recependo tutte le indicazioni dell'Ente Parco? E in tale caso questo documento perchè non viene reso pubblico?

Domande dirimenti alle quali rispondere, chi tace oggi reca solo danni alla democrazia e alla libertà

 

FEDERICO GIUSTI REDAZIONE LOTTA CONTINUA PISA.

Da: delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.it

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