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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

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Aumentano i poveri e la miseria? Nel Governo c'è ancora chi crede sia il Reddito di cittadinanza il problema

pqveri

 Lunga è la fila delle famiglie e delle persone in coda alla Caritas per ricevere un pasto o aiuti concreti a dimostrazione che la miseria crescente è uno dei risultati più evidenti della pandemia.

Tanto che gli Enti locali hanno riaperto per la terza volta le procedure per accedere ai buoni alimentari.

Per farsi una idea della situazione è sufficiente leggere il rapporto della Caritas che riporta dati incontrovertibili sull'impoverimento di larghi strati della popolazione

Il 25% dei nuovi poveri è costituito da lavoratori\trici a conferma che i bassi salari e il lavoro precario rappresentino un problema ben più grosso in Italia che negli altri paesi Ue, a conferma che un reddito minimo rappresenti una necessità oggettiva con tanti, troppi, contratti siglati al ribasso vista la irrisoria paga oraria.

In Italia, se guardiamo i dati Istat, ci sono due milioni di famiglie in povertà che poi rappresentano oltre5 milioni e mezzo tra uomini e donne.

La fascia in cui il disagio economico si muove è ancora più grande risucchiato anche parte di quella che un tempo poteva definirsi classe media, basta guardare ai piccoli esercizi commerciali chiusi negli ultimi due anni e alla crisi delle partite iva. AL contempo crescono i divari economici e sociali tra una parte esigua della popolazione che ha tratto indiscutibili vantaggi economici nei mesi pandemici.

Qualche politico, vedi Fratelli D'Italia, ha definito il reddito di cittadinanza una sorta di metadone di stato, eppure questo sostegno è il solo aiuto concreto alle famiglie indigenti tanto che le famiglie beneficiarie del reddito in due anni sono passate da un milione a un milione e 700 mila con aumento del 70%.

Ci sembra evidente che aumentando la miseria invece di affrontare le ragioni della crisi economica e sociale si voglia guardare solo al contenimento delle spese statali senza offrire in cambio aiuti e lavoro a quanti sono in difficoltà, costretti a non pagare mutui, bollette o a ricorrere all'indebitamento e all'aiuto della Caritas.

La idea che si va diffondendo è quella di rivedere il RDC per costringere i beneficiari ad accettare impieghi precari con salari da fame.

Redazione pisana di Lotta Continua Da: https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com

 

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