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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

La locomotiva tedesca perde colpi

merke

La crisi economica e politica dell'Ue è palese e i dati economici dimostrano che tra le principali cause ritroviamo il rallentamento della macchina tedesca.

Siamo in presenza di una vera e propria recessione tecnica in Germania da inizio anno e le ripercussioni negative si ripercuotono sugli altri paesi Ue. La produzione industriale tedesca cala dell'1,5% a inizio estate, il calo annuo (-5,2%) che è il peggiore degli ultimi dieci anni. La locomotiva tedesca arranca nonostante la crescita degli ordinativi industriali, il Pil tedesco cala, arrancano soprattutto i settori legati all'export.

Sicuramente a vantaggio della economica tedesca risulta la domanda interna, i risparmi accumulati negli ultimi 20 anni quando altre economie europee entravano in crisi e con esse i sistemi di protezione sociale.  L'Europa ha acquistato negli ultimi anni titoli Usa, sono questi gli effetti del cosiddetto QE.

La Germania arranca e con essa anche l'Ue e le regole fondate da Maastricht, per esempio dopo anni riprende, pur di poco, a crescere la disoccupazione pur essendo la Germania la nazione piu' in salute del Continente, eppure la guerra commerciale tra Cina e Usa, il protezionismo Usa, il nodo Brexit iniziano a giocare un ruolo determinante in funzione anti UE e la Confindustria tedesca chiede al Governo di intervenire per garantire nuove e massicce esportazioni soprattutto nel settore meccanico.

Tutto ciò per raggiungere l'obiettivo di portare il rapporto tra debito e Pil sotto la soglia del 60%, la economia tedesca ha bisogno di aiuti statali ancora più massicci, di una manovra fiscale di sostegno alle imprese, e così lo Stato mette sul mercato un pacchetto di titoli con un rendimento medio di -0,79%. La concorrenza cinese e Usa inizia a farsi sentire, l'Ue è in ritardo sul fronte della innovazione tecnologica e della ricerca (e per queste voci la Germania spende assai più dell'Italia), l'industria privata arranca e invoca l'aiuto statale, aiuto che non tarderà ad arrivare. Chi invoca sacrifici e manovre economiche lacrime e sangue, alla occorrenza assume posizioni ben diverse quando sono in gioco gli interessi nazionali

Federico Giusti – Lotta Continua PISA

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