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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

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Percorsi conflittuali per il diritto alla salute

salute

La esperienza dei comitati di salute pubblica rappresenta in fieri uno strumento importante per ricostruire percorsi conflittuali e aggregativi a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, per rivendicare concretamente il diritto alla salute e alla istruzione

Come abbattere le liste di attesa in sanità?

Ci si accorge solo ora delle migliaia di cittadini che attendono da mesi esami e visite mediche, i ritardi sono spesso causa di malattie non curate che possono creare danni permanenti se non portare alla morte dei pazienti.

Le lunghe liste di attesa sono la dimostrazione che non basta parlare di ritorno alla sanità pubblica che nel frattempo pubblica, accessibile e gratuita non lo è più da anni.

La mancanza di personale rende impossibile erogare servizi adeguati alle richieste, per anni hanno smantellato, o fortemente ridimensionato, la medicina preventiva e di base e i risultati sono quelli che ogni giorno sono sotto i nostri occhi.

Una delle soluzioni praticabili è la assunzione di medici, tecnici di laboratori, infermieri e di tutte le figure professionali sanitarie indispensabili, poi ci sarà da porre fine alla vergogna delle visite intra moenia, della libera professione all'interno delle strutture ospedaliere e sanitarie pubbliche.  In dieci anni sono stati tagliati in sanità oltre 46 mila posti di lavoro e i numeri delle assunzioni nel decreto Rilancio sono ben poca cosa.

Recentemente il Governo ha dichiarato di volere stanziare 700 milioni di euro per abbattere le liste di attesa, si parla di un piano straordinario della sanità da 20 miliardi a cui starebbe lavorando il Ministro Speranza con i soldi europei del Mes che tuttavia non arriveranno prima di un anno a prescindere dalle condizioni capestro imposte dalla Ue.

Le statistiche riportano dati allarmanti che denunciano l'emergenza salute, siamo sempre piu' malati e la aspettativa di vita (chi vuole ricordarlo al Ministro del Lavoro a proposito dell'innalzamento dell'età pensionabile?) da qualche anno ha iniziato a scendere.

11 milioni tra visite accertamenti e screening rinviati, rinviati oltre 600mila ricoveri e interventi chirurgici per l'emergenza Covid che con le ultime notizie di focolai diffusi, molti per contagi nei luoghi di lavoro, è tutt'altro che tramontata. E non sono casuali sia l'impunità di stato verso i responsabili dei contagi e il rafforzamento dell'obbligo di fedeltà aziendale nel nome della quale molti operatori sanitari, e non solo, sono oggetto di repressione, sospensioni, sanzioni e licenziamenti. L'obbligo di fedeltà, insieme ai codici etici e di comportamento rappresenta lo strumento con cui vogliono mettere a tacere le voci scomode nei luoghi di lavoro alimentando un clima di paura e di rassegnazione.

Negli ultimi anni sono decine i licenziamenti contro dipendenti infedeli, la loro infedeltà è rappresentata dal rifiuto di tacere e non parliamo di quanti sottraggono indebitamente fondi o approfittano della loro posizione per lucro e vantaggi di natura personale, ci riferiamo a licenziamenti politici anche se tali non vengono considerati.

Il tema della sanità è dirimente, ben vengano petizioni, iniziative territoriali e iniziative nei luoghi di lavoro, lo sforzo da compiere è metterle in rete e in collegamento per restituire forza, seguito e dignità alle nostre azioni.

Torniamo, per concludere, alle liste di attesa infinite, uno degli ostacoli al diritto alla salute.

Le soluzioni esistono, proviamole a riassumerle in pochi punti

 

  • un piano straordinario di assunzioni in sanità
  • sostituire le partite Iva con contratti a tempo indeterminato
  • fine del contratto, sfavorevole, della sanità privata
  • aumenti salariali per restituire agli operatori sanitari buste paga dignitose e in linea con i parametri europei
  • investimenti in strumentazioni e recupero dei presidi sanitari e delle cliniche ospedaliere dismesse per costruire ambulatori pubblici ai quali accedere solo con i ticket rapportati al reddito
  • Non ricorrere a servizi sanitari privati ma pensare alla loro reinternalizzazione dentro la sanità pubblica
  • eliminare ogni tetto di spesa in materia sanitaria
  • intensificare le pulizie e le sanificazioni senza più appalti a ribasso

Le soluzioni ci sono, quello che manca è la volontà politica di attuarle. Il nostro sforzo va in questa direzione

 

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Martedì, 22 Settembre 2020

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