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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

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Domande e risposte sulla Manovra di Bilancio

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 Appena presentata, in attesa del Dibattito Parlamentare destinato a cambiarne numerose parti, la Legge di Bilancio. Ecco alcune riflessioni

Una manovra inadeguata in materia di lavoro, welfare e senza Legge Patrimoniale

La Manovra di Bilancio, appena presentata dal Governo Conte, destinata al dibattito parlamentare, non affronta i nodi salienti, non procede con la stabilizzazione dei lavoratori precari, non prevede le assunzioni nella Pubblica amministrazione in numeri adeguati alle necessità di servizi che in pochi anni hanno perso 500 mila organici. Poi si chiude la porta ad una Legge Patrimoniale evitando così di tassare le grandi ricchezze da cui riceveremmo i soldi necessari per rafforzare stato sociale, sanità e istruzione pubblica ponendo fine alle disuguaglianze sempre più accentuate con la riduzione delle tasse neo liberista

La patrimoniale ...

La patrimoniale non può essere barattata con ulteriori detrazioni per il lavoro dipendente (magari a prescindere dai redditi mettendo sullo stesso piano Cud  inferiori a 25 mila euro con denunce di reddito 4 volte tanto), il problema non è solo quello di far pagare meno tasse a chi lavora e percepisce redditi inferiori a 40 mila euro, si tratta di far pagare le tasse in maniera crescente e proporzionale ai redditi in particolare i grandi capitali, le aziende che hanno delocalizzato produzioni e imprese pur continuando a ricevere ammortizzatori sociali e finanziamenti a fondo perduto.

La scelta del Governo nel solco delle politiche neo liberiste

La scelta del Governo è invece quella classica, e improduttiva, far pagare meno tasse alle imprese legando la detassazione alle assunzioni di giovani e donne. Stando ai numeri i rapporti di lavoro a tempo indeterminato non crescono in rapporto alla detassazione, sono sicuramente incentivate le aziende ad assumere ma spesso non lo fanno perseverando nei contratti precari oppure optano per processi di delocalizzazioni ed esternalizzazioni

Il Governo Conte sceglie la via liberista della riduzione di tasse sperando che questa decisione spinga le aziende ad assumere o a non licenziare (ma allo stesso tempo ha accolto la richiesta Confindustriale di ripristinare i licenziamenti collettivi a inizio Primavera), sarebbe sufficiente estendere a tutto il 2021 il divieto dei licenziamenti collettivi e ricostruire un sistema fiscale con un maggior numero di aliquote, avremmo un gettito fiscale maggiore di oggi  da investire per lavoro e welfare

Al contrario la Legge di Bilancio pare costruita sulla riduzione delle tassazioni lasciando dormire sonni tranquilli al capitale grande e speculativo.

La politica dei bonus...

Può essere giusta la detassazione per l'acquisto di impianti a basso consumo energetico o alla ristrutturazione edilizia, resta il fatto che molte famiglie oggi non hanno neppure i soldi per arrivare in fondo al mese e difficilmente potranno avvalersi del variegato sistema delle detrazioni.

Anche nel settore turismo, nel quale la forza lavoro rischia di trovarsi a Primavera a casa senza retribuzione, non si tiene conto del fatto che da una parte ci son condizioni di elevata precarietà occupazionale e dall'altra scarsa presenza di capitali per accedere ai programmi di sviluppo.

Nel campo agricolo, ad esempio, esiste un parco macchine tra i più vecchi della Ue e poco è stato fatto per incentivare l'occupazione nel settore attraverso il recupero delle terre incolte o delle aree di montagna, manca quindi un intervento statale adeguato come fu per la riforma dell'agricoltura.

Insufficienti le tutele per i soggetti colpiti dalla crisi

La manovra dedica ampio spazio ai fondi di impresa (giovanile, femminile...) ma ben poca ai lavoratori e alle lavoratrici, al recupero del potere di acquisto perduto e a un welfare che preveda tutele reali per tutti i soggetti colpiti dalla crisi

Le stesse filiere agricole o della pesca poi devono fare i conti con normative europee complicate e tali da creare sovente ostacoli che l'attuale Governo non intende rimuovere mettendo in discussione le regole vigenti.

Aree dismesse?

Ci lasciano perplessi poi i piani di sviluppo per le aree dismesse che saranno coordinate da una struttura " di missione" che potrebbe divenire l'ennesimo calderone in salsa italiana, servirebbero invece piani urbanistici adeguati a partire dal recupero e dalla bonifica di aree contaminate e abbandonate nel corso degli anni con processi speculativi immobiliari che hanno smembrato il tessuto cittadino. Poca attenzione alla salvaguardia idrogeologica dell'ambiente.

Innovazione?

Gli accordi per la innovazione poi potrebbero finire con l'assegnare fondi alle imprese senza alcun controllo, guida ed indirizzo da parte statale, l'ennesimo regalo, se così fosse o sarà, alle aziende senza adeguati percorsi di sviluppo che creino anche occupazione. E sui brevetti? le strutture pubbliche da anni lavorano non per brevetti pubblici e gratuiti specie in ambito sanitario, si opera in funzione delle aziende private ovviamente con soldi pubblici, il caso dei vaccini contro il Covid (rinviamo alla trasmissione Report) è eloquente

Autonomia differenziata in agguato

La situazione nel Meridione è particolarmente grave, l'autonomia differenziata continua ad essere tra gli obiettivi del Governo quando è a tutti chiaro che potrebbe dequalificare ulteriormente i servizi sanitari ed educativi creando sempre maggiori disuguaglianze tra le Regioni. Negli ultimi 30 anni le differenze tra Nord e sud si sono acuite e da qui al ritorno alle gabbie salariali, come invocato da Confindustria, corre poco.

Ammortizzatori sociali in funzione dell'impresa e dei dettami della BCE?

 
Si annuncia la riforma degli ammortizzatori sociali guardando ai dettami della Ue e non invece alle reali necessità di un tessuto produttivo sempre più in crisi. E' evidente che il sistema degli ammortizzatori abbia palesato innumerevoli limiti e contraddizioni (vedete la differenza tra Fis e cassa integrazione) ma la Legge di Bilancio non dice esplicitamente in quale direzione intenda muoversi, se riformare in base ai dettami dell'austerità (riducendo le pensioni ad esempio per favorire le giovani generazioni) oppure scegliendo strade percorribili ma destinate ad aprire conflitti con le associazioni datoriali che poi sono tra le responsabili della attuale situazione-

Manca un disegno complessivo e articolato di riforma della sanità pubblica (si incrementano i fondi senza una politica complessiva di interventi per la riapertura degli ospedali chiusi, per stabilire con tanto di legge una percentuale di posti letto in rapporto alla popolazione in ciascuna Regione), si continua invece nella politica dei fondi assegnati a singoli capitoli per dare qualche risposta alle crescenti domande di aiuti e sostegno.

E così niente viene deciso a proposito della Riforma degli ammortizzatori sociali e del sistema previdenziale, eliminata la quota 100 si va verso il rinnovo dell'opzione donna senza guardare alla riforma del sistema contributivo che determinerò presto una massa di pensionati con assegni da fame.

E invece di misure reali a sostegno della famiglia (qualunque essa sia) se la cavano con il bonus natalità, invece di costruire interventi stabili e duraturi si persevera nella politica individuale dei bonus.

E il reddito di cittadinanza resta senza per altro guardare alle criticità legate alla gestione di una legge che non ha saputo creare occupazione con quel sistema di orientamento del lavoro un tempo gestito dalle province e da anni in stato di abbandono anche per la presenza degli appalti al ribasso ai quali vengono assegnati innumerevoli servizi nella Pubblica Amministrazione

Ricerca: Chi l'ha vista?

Pochi sono i fondi destinati alla ricerca, alla scuola e alla sanità ma anche al rinnovo dei contratti pubblici, proroga di ulteriori 12 mesi per il rinnovo dei contratti a tempo determinato in deroga alle regole del decreto dignità, misure che stridono con le decine di articoli della Legge pensate a uso e consumo delle imprese. 

La cultura

Qualcosa verrà fatto per compensare i mancati introiti derivanti dalla pandemia per teatri, cinema e spettacoli, da qui a rivedere l'intero sistema di finanziamento statale della cultura di cui abbiamo fortemente bisogno insieme a percorsi di stabilizzazione della forza lavoro precaria che rappresenta in questi settori una percentuale maggioritaria senza contare su misure di sostegno come il reddito di continuità o contratti tipo gli intermittenti in Francia. Teniamo conto che il pareggio di bilancio per le Fondazioni viene solo rinviato ma resta vigente come faro guida di politiche sottoposte alle regole dell'austerità

Le Spese militari non si toccano

Nessuna riduzione delle spese militari che rappresentano un capitolo di spesa rilevante vista la richiesta della Nato di raggiungere in breve tempo il 2% del Pil.

E i trasporti? 

Da valutare le misure di sostegno al settore dei trasporti, non vorremmo che gli aiuti fossero svincolati dalla salvaguardia dei posti di lavoro o lasciassero mano libera alle aziende nella gestione degli appalti al ribasso come nel settore aereo.

Contratti pubblici?

Chiudiamo sul rinnovo dei contratti nella Pubblica amministrazione, gli enti locali per i contratti della sanità e degli enti locali dovranno mettere sul piatto quasi 3 miliardi di euro, una cifra esorbitante se pensiamo che nell'arco di un decennio i fondi statali si sono ridotti anno dopo anno. E il rischio è di mettere in contrapposizione rinnovi contrattuali e percorsi di stabilizzazione dei precari, rafforzamento della Pubblica amministrazione con reinternalizzazione dei servizi esternalizzati attraverso appalti al ribasso. Di questo, come del resto di una quattordicesima, non si parla nella Piattaforma sindacale dei concertativi Cgil Cisl Uil commettendo un imperdonabile errore che spiana per altro la strada alla ennesima, e peggiorativa, riforma della contrattazione che ridurrà ulteriormente gli spazi di democrazia nei luoghi di lavoro.

Redazione pisana di Lotta Continua

(Da: http://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com )

 

Breve contributo alla Assemblea dei lavoratori e d...
Se ci fermiamo noi si ferma il mondo!!! # 25 novem...

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