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Pisa: scendono in piazza professionisti/e della cultura

Protesta-SMS-per-sito Foto di Andrea Incorvaia

Uno dei grandi rimossi della crisi da Covid è il mondo dei beni culturali, che in Italia conta più di un milione di lavoratori e lavoratrici. Durante questa seconda ondata pandemica, musei, biblioteche e archivi sono stati tra i primi a essere chiusi e al momento non vi è alcuna certezza sul come e quando riapriranno.

Per sollecitare una risposta dalle istituzioni, mercoledì si è svolto a Pisa un presidio di fronte alla Sms Biblio da parte dell’associazione “Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali”, nell’ambito della giornata nazionale di agitazione sul tema. Al presidio hanno partecipato anche il sindacato di base CUB e Sinistra per, che hanno dato il proprio sostegno ad una mobilitazione quantomai necessaria.

Gli organizzatori hanno fatto sentire la propria voce per chiedere “programmazione, investimenti e tutele per i lavoratori”. Infatti, in attesa che il decreto Ristori quater sblocchi i fondi per lavoratori e lavoratrici della cultura e dello spettacolo, in migliaia hanno già perso il proprio posto di lavoro. Purtroppo, in Italia, cultura è sinonimo di sfruttamento, precarietà e stipendi da fame. Mentre da un lato c’è sempre il Tremonti di turno che afferma che “con la cultura non si mangia”, dall’altro ci sono sindaci, presidenti di regione e ministri pronti a svendere pezzi di patrimonio artistico per un piatto di lenticchie, in modo da trasformare le città in luna park per turisti mandate avanti da lavoratori senza tutele e continuamente ricattabili.

In piazza a Pisa questi professionisti/e hanno fatto sentire la propria voce, anche nei confronti di un’amministrazione che a parole decanta il valore del patrimonio artistico pisano ma nei fatti si guarda bene dal tutelare chi in questo ambito lavora con fatica e sacrifici quotidiani. Ma ormai sappiamo bene che la tutela del patrimonio artistico viene declinata solo in termini di decoro e repressione, senza ascoltare chi in questo settore lavora e chiede da anni stabilizzazioni e aumenti salariali.  

Redazione pisana Lotta Continua

Lorenzo

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