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Firmato il contratto dei metalmeccanici. Un successo su cui brindare?

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Da poche ore è stato sottoscritto il nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici, un contratto scaduto nel dicembre 2019. Ma questo contratto non supera le criticità del precedente contratto nazionale, quello firmato nel 2016, che accordò la miseria di 40 euro lordi in tre anni.

Gli aumenti previsti da quest’ultimo sono sicuramente più alti, forse anche leggermente superiori al codice IPCA: 112 euro lordi al 5° livello, questo significa che sono inferiori per la maggioranza dei metalmeccanici. Quello che non si dice è che questi aumenti saranno spalmati su più anni, fino al 2024.

In alcuni commenti si registrano voci critiche. Considerando che il precedente contratto è scaduto nel dicembre 2019 e che l’attuale scadrà nel giugno 2024, non ci sono molti motivi per brindare. Aver ottenuto 112 euro lordi per il 5° livello significa circa 100 euro lordi per il terzo livello spalmati su più anni. Inoltre non dimentichiamo che Federmeccanica ha conseguito un consistente risparmio nei 5 anni passati con un contratto quasi nullo.

Si lascia una pesante eredità alle future assunzioni che saranno penalizzate sui livelli di inquadramento, schiacciandoli verso il basso, e quindi con un salario ridotto.

Un accordo, va ancora ricordato, concluso con sole 4 ore di sciopero, in cui non si sono giocati fino in fondo i rapporti di forza. A causa del Covid? Non proprio, nel centro-nord le industrie metalmeccaniche lavorano a pieno ritmo e gli straordinari sono molto diffusi.

 

Firmato il Rinnovo CCNL Metalmeccanici: due parole in attesa del testo firmato.

Sembra un buon rinnovo ma non mi pare sia intercalato alla reale situazione nazionale, direi che è surreale. Apparentemente tutto bene, grande sofferenza, lunga trattativa, ottimo risultato visto il periodo.... ma, mi sembra troppo semplice così, mi viene il sospetto di una sottovalutazione del prossimo futuro per il PIL e l'inflazione: devono spendere i 240 miliardi che arrivano dall'Europa e li avranno (o avremo) solo se garantiscono il buon utilizzo.

Mi viene il sospetto che ci sarà un'impennata artificiosa (non reale rispetto all’economia del paese) del PIL e dell'inflazione che durerà qualche anno per poi tornare a scendere, quindi hanno azzardato un rinnovo un po'più costoso (anche se non parliamo ci cifre favolose ma di circa 24 euro lordi per ogni anno di un rinnovo che alla fine è partito a fine 2019 per terminare a metà 2024 (con una nuova e lunga trattativa che durerà???), ma non giustificabili se analizzate con il reale andamento dell'economia con l’inflazione a zero. Comunque i firmatari hanno smentito il precedente accordo che prevedeva aumenti legati all'inflazione postuma, quindi dell'anno passato, meccanismo che nessuno ha formalmente rinnegato, ma che non ha dato soldi a nessuno se non agli industriali; Poi hanno contrattato un rinnovo dell'inquadramento senza metterci sopra un centesimo (anche perché  se si vuole destinare parte dell’aumento all’interno dell’inquadramento, mantenendo valido l’impianto degli aumenti legati all’inflazione postuma, allora il rinnovo perde ancora un po’ di credibilità), ma solo spezzettando in sottogruppi le professionalità precedenti, introducendo voci più precise (specialistiche)che potrebbero potenzialmente limitare la crescita per alcune attività che prima accedevano ai livelli superiori. Inoltre, se non ci sono altre voci economiche, vuol dire che non hanno previsto nulla per chi è in smart working e meno che meno per chi, in quest'anno, ha continuato ad andare in fabbrica. Potevano rilanciare i buoni spesa, visto che anche il governo era propenso ad alzare il tetto defiscalizzato, ma non lo hanno fatto penso intenzionalmente, sono certo che gli industriali avranno pianto miseria, ma per ogni industriale che piange miseria ci sono centinaia di operai che perdono sangue, vedremo se, come sospetto, si vanteranno o no per questo rinnovo, secondo me saranno più contenti i padroni. Per il resto credo che si dovesse riaprire il tavolo invece di annaspare per arrivare senza fiato alla riva. Se io sono contento? Certo, meglio che un calcio nel culo, ma se ci ragiono un po' su scopro che anche il giornale degli industriali (il Sole 24 ore) sa calcolare quanta è stata la perdita del potere di acquisto dei lavoratori negli ultimi anni, e sono cifre belle alte, che sono scese solo negli ultimi 2 anni, ma il portafoglio è rimasto vuoto. Per fortuna che ci sono i contratti di secondo livello, ma anche questa ormai è una frase da cioccolatini, la ditta dove lavoro ha un buon accordo che prevede un buon premio legato alla produzione, ma non lo raggiungiamo mai, sempre lì vicino, a volte di tanto altre meno, ma non lo prendiamo mai tutto. Figurati nelle fabbriche che non versano nemmeno le quote ai fondi cometa o metasalute (tanto nessuno li obbliga), figurati se hanno un contratto di secondo livello, li si che sono “volatili per diabetici”.

Fiorenzo RSU Leonardo Elicotteri5 febbraio 2021

Sul premio di efficienza a Stellantis
L’era dei Draghi

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