"Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente." (K. Marx)

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ALCUNE QUESTIONI IN MERITO AL RUOLO DELLA POLIZIA MUNICIPALE.

ALCUNE QUESTIONI IN MERITO AL RUOLO DELLA POLIZIA MUNICIPALE.

Abbiamo intervistato alcuni delegati del Sindacato Generale di Base della Toscana in merito al ruolo della Polizia municipale in un paese sempre più ossessionato dalle derive securitarie

D La Polizia municipale è una forza di polizia?

R: Una domanda per noi resta dirimente: vogliamo arrestare la deriva che spinge la polizia municipale a svolgere sempre più mansioni di ordine pubblico? o riteniamo inutile farlo? Cosa ne pensano le varie Rsu? Pensano che il solo argomento da discutere sia quello legato ai progetti, all'utilizzo dei proventi del codice della strada, magari a favore della previdenza integrativa, alle nuove indennità oppure vogliono avere un ruolo proposito e di argine alla logica securitaria?

I problemi nascono dalla legge 125 del 2008 che all’articolo 54 attribuisce ai sindaci il potere di deliberare in difesa della incolumità pubblica e della sicurezza urbana. La sicurezza urbana diventa una sorta di bene pubblico da tutelare al pari di sanità, istruzione, anzi si spendono sempre piu' soldi per la sicurezza percepita, si assumono più vigili a discapito di altre figure come educatrici, amministrativi, tecnici. Non obiettiamo sulla necessità di dare alle comunità locali ambienti sicuri, non condividiamo l'idea che la coesione sociale e la convivenza civile si limitino all'ordine e sicurezza

Da qui nasce il protagonismo dei sindaci e i loro interventi sempre più pressanti tanto è vero che nel 2011 intervenne la Corte Costituzionale per limitare le ordinanze dei Primi cittadini

Senza aprire un contenzioso culturale o ideologico, è bene chiarirsi le idee, la cosiddetta insicurezza percepita nasce proprio dalla mancanza di dati reali, da paure e campagne stampa, ciò non significa sminuire i problemi derivanti da fenomeni in crescita come spaccio e criminalità. Ma è innegabile che sia proprio la riduzione della spesa sociale la causa dell'aumento delle devianze, delle dipendenze.

Prendiamo ad esempio la movida, il risultato delle politiche intraprese per 30 anni da tanti sindaci tra permessi concessi con eccessiva liberalità per l'apertura di bar e ristoranti in numero impressionante. I permessi sono figli di una idea della città bottegaia, oggi ne paghiamo le conseguenze.

 E' utile riportare integralmente una scheda pubblicata anni fa Comune.info

  • 1994-1998: pressione dei sindaci per l’utilizzo delle polizie locali in funzione anticriminalità, conflitto con i poteri centrali di Prefetture e Interni;
  • 1998-1999: si apre il dialogo con il governo centrale, è l’epoca dei protocolli d’intesa tra Comuni e Prefetture e dei progetti per la sicurezza a livello comunale; ● 1998-2001: anni di negoziazione tra Comuni e Stato centrale, si approda alla riforma del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in cui entrano di diritto sindaci e presidenti delle Province;
  • 2000-2005: a livello centrale approvazione del Pacchetto sicurezza, che inasprisce le pene sui reati predatori, incentiva operazioni di ordine pubblico sui territori e stipula di accordi di programma sulla sicurezza urbana tra città e Stato centrale;
  • 2006-2008: una vera escalation del discorso securitario nelle città, stipula dei Patti per la sicurezza tra governo e alcune città metropolitane (ne saranno firmati 70);
  • 2008, la svolta: nuovi poteri ai sindaci con il Pacchetto sicurezza del 2008 (Legge 24 luglio 2008, n. 125 di conversione del Decreto Legge 23 maggio 2008, n. 92, recante “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”) che decreta i poteri dei sindaci in materia di: comportamenti di spaccio e consumo di droghe, prostituzione, accattonaggio, fenomeni di violenza, sfruttamento di minori e disabili, danneggiamento al patrimonio pubblico e privato, incuria, degrado, occupazioni abusive, pubblica viabilità, decoro urbano;
  • 2011: la Corte costituzionale (sentenza 7 aprile 2011, n. 115, sollevata dal TAR del Veneto) dichiara che il sindaco quale ufficiale del governo non può emanare dei provvedimenti in maniera che non sia contingibile e urgente, cioè non possono essere norme permanenti, perché creerebbero diseguaglianza di trattamento tra cittadini sul territorio nazionale e potrebbero essere in contraddizione con le leggi dello Stato. Tuttavia, l’emergenza continua a legittimare ordinanze securitarie che vengono adottate e reiterate con continuità, soprattutto nei Comuni più grandi;
  • dopo il 2011, nel processo di messa a regime delle politiche urbane securitarie, assumono crescente rilevanza i Regolamenti di polizia municipale, alla cui riforma ad hoc – a oggi non attuata – si rimanda per ovviare in via ordinaria ciò che le ordinanze possono fare solo extra legem e temporaneamente (Giovannetti, 2012).

D: ma i regolamenti della Polizia municipale sono spesso obsoleti

R: Siamo sempre più preoccupato da certi Regolamenti di polizia locale che rispondono a logiche securitarie e finalizzate a costruire dei nuclei speciali nella Pm con mansioni praticamente equivalenti a qualche squadra speciale e operativa della Ps. Non crediamo sia questo il ruolo della Pm, anche chi non vuole limitarsi al rispetto del codice della strada non pensa a un ruolo della Pm sempre più spostato verso ruoli da PS ecc. Lo abbiamo detto tante volte ricordando le innumerevoli funzioni spettanti alla Polizia municipale ma ormai i vigili non si assumono più per garantire questi servizi che vanno dal controllo del traffico, all'annona che si occupa dei prezzi alla lotta contro l'abusivismo edilizio senza dimenticare il ruolo del vigile di quartiere.

Ricordiamo che il 70% delle ordinanze dei sindaci e delle sanzioni è destinato a colpire gli emarginati, i cosiddetti ultimi, i destinatari dei provvedimenti del Daspo urbano. Sorvegliare e punire, non pensiamo a Focault ma ad una logica che porta i sindaci a un processo di penalizzazione dei corpi più deboli ed emarginati della società con gli agenti di Polizia municipale che rischiano di essere i pretoriani di questa lotta agli ultimi.

 

 

CUBA: (R)EVOLUCIÓN
TRA MISERIA E POVERTA’

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