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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

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Consumi in calo e ricadute sull'economia e sul potere di acquisto

ISTAT-430630

Consumi in calo e ricadute sull'economia e sul potere di acquisto

 I consumi non sono in ripresa, ma vengono contratti per l’alto tasso di interesse del denaro e per la erosione del potere di acquisto di salari e pensioni. Nel 2023 i consumi sono in calo dopo la crescita del 2022, ma nel complesso non siamo arrivati ancora ai livelli antecedenti la pandemia.  I dati dell'anno in corso poi sono condizionati dall'aumento del costo del denaro che sta creando ai mutui per acquisto di immobili non pochi problemi e stanno arrivando casi di insolvenza con le Banche pronte a riprendersi le case, vista la impossibilità degli acquirenti di onorare con le stesse il prestito accordato. 

La spesa per i beni è salita meno del previsto al contrario dei prodotti semidurevoli come abbigliamento e vestiario, si spende poco anche per arredare la casa e per i classici elettrodomestici e soprattutto sono i cosiddetti non durevoli a subire una forte contrazione. 

Insomma, le famiglie italiane non sono convinte che si possa spendere quanto resta dei loro risparmi, hanno paura di non onorare i prestiti con le Banche e vanno diversificando la loro spesa, ad esempio aumenta quella relativa ai servizi.

Subiscono l’erosione del potere di acquisto le famiglie medie che avevano risparmiato durante il Covid, le famiglie meno abbienti si erano già attestate su livelli di spesa decisamente bassi. Chi percepiva il reddito di cittadinanza oggi si trova davanti all'enigma se riuscirà a pagare i vecchi debiti o gli affitti arretrati, non ha certezza di riuscire a mettere insieme il pranzo e la cena a tavola.

Il rincaro dei prezzi energetici va di pari passo con quello dei generi alimentari, anche il paniere degli italiani presto subirà qualche cambiamento e in molte famiglie si risparmia ormai su carne e pesce, sui prodotti freschi a meno di non acquistarli direttamente da qualche produttore (il che non accade nelle aree metropolitane dove invece dominano i discount).

I tagli ai consumi denotano una crisi di liquidità, ma anche problemi per la industria italiana, minori beni acquistati determinano calo degli ordini e della produzione e così il problema diventerà presto anche occupazionale.

A cura della redazione pisana di Lotta Continua.

 

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