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Intervista ai delegati della Cub negli aeroporti di Pisa sulla crisi aeroportuale

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a cura della redazione Pisana di Lotta Continua

Abbiamo intervistato Federico e Darius, sindacalisti della Cub di Pisa in merito alla crisi aeroportuale

D. Il 25 febbraio una delegazione della Cub è stata ricevuta dal Prefetto, di cosa si è parlato?

Era la giornata di mobilitazione nazionale indetta dalla Cub per rivendicare ammortizzatori sociali nuovi e migliori, destinati a tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, a livello locale abbiamo focalizzato l'attenzione sulla situazione aeroportuale senza dimenticare la necessità di estendere a tutto il 2021 il divieto di licenziamenti collettivi visto che il termine di fine Marzo è alle porte e su una eventuale proroga il Governo sta ancora dibattendo. Al Prefetto abbiamo ricordato che la Regione Toscana ha stanziato 10 milioni di euro al settore aeroportuale e non è dato sapere se questi soldi riguardano anche il variegato mondo degli appalti dove opera la metà dei lavoratori del settore.

Da mesi vanno avanti tavoli con la Regione Toscana che scientemente hanno escluso le rappresentanze sindacali presenti negli appalti aeroportuali limitandosi ai sindacati di Toscana aeroporti. Perfino Usb si è accodata a questo tavolo con Potere al Popolo che è divenuta la cassa di risonanza di questo sindacato che a parole si dice alternativo a Cgil Cisl Uil salvo poi sottoscrivere le medesime intese come dimostrato dalla firma dei Ccnl del Pubblico impiego che destinano risorse economiche diseguali tra comparto e comparto.

Non è una polemica strumentale la nostra ma di sostanza. La esclusione della Cub dai tavoli regionali è legata alla nostra posizione in materia di appalti, non si discute di aeroporti senza includere nella discussione la forza lavoro sottopagata e per lo più in part time che opera negli appalti.

Pochi giorni fa si è tenuta una assemblea on line organizzata dalle sigle sindacali presenti in Toscana aeroporti. Bontà loro, inclusa Usb così desiderosa di sedere con i sindacati firmatari di contratto, ci si attiva per gli appalti solo quando sono in gioco gli interessi dei lavoratori della società ossia di Ta e Tha. Si utilizzano strumentalmente i lavoratori, molti immigrati, degli appalti quando sono in gioco gli interessi dei lavoratori della società?

La logica è quella di sempre: l'unità non nasce dalla pari dignità dei lavoratori e delle lavoratrici che diventano strumento di manovra per ottenere tavoli di trattativa nei quali si parlerà di tutto eccetto che degli appalti.

Saremo forse ingenerosi ma per 20 anni la situazione negli aeroporti è sempre stata la stessa, taciuta per altro dalle sigle sindacali cosiddette rappresentative e anche da Usb; le lavorazioni piu' gravose sono state esternalizzate a cooperative che applicano contratti sfavorevoli e per la specifica organizzazione del lavoro per lo più in part time. Il futuro potrebbe riservarci la sostituzione degli appalti con il lavoro interinale, chiamando in servizio il personale attraverso agenzie in base al numero dei voli e questa situazione alla lunga si ripercuoterà negativamente anche sulle condizioni lavorative e salariali della forza lavoro presente nella società che oggi guadagna il doppio di chi opera negli appalti.

I lavoratori degli appalti sono quelli che svolgono servizi di facchinaggio e pulizia a costi decisamente più bassi per TA e Tha.

Gli stessi lavoratori delle società hanno pensato che esternalizzando queste lavorazioni la qualità della loro vita sarebbe migliorata ma l'intero sistema di esternalizzazioni \privatizzazioni alla fine si è dimostrato fallimentare anche per loro stessi. Oggi la frammentazione della forza lavoro negli appalti ha fatto il gioco delle società e delle grandi compagnie che prima della pandemia facevano il bello e il cattivo tempo. Poi è innegabile che si voglia ridimensionare lo scalo pisano a favore di quello fiorentino, non sono logiche di campanile ma di rapporti di forza e di decisioni politiche irragionevoli che hanno portato a rafforzare l'aeroporto di Firenze a discapito di quello pisano che ha subito la sottrazione di alcuni voli passeggeri e soprattutto cargo.

Non si tratta di contrapporre lavoratori della società a quelli degli appalti, piuttosto vogliamo unire i lavoratori e le lavoratrici nella chiarezza.

Si parla di sciopero quando ci sono il 30 per cento dei voli e in virtu' delle regole vigenti, sottoscritte da tutti i sindacati, si potrà scioperare tra settimane e non senza quei contingenti minimi precettati che vanificherebbero la riuscita dell’iniziativa.

D: Scioperare per cosa? Siete contro lo sciopero?

Noi non ci sottraiamo allo sciopero e alla mobilitazione comune ma vogliamo mettere in chiaro le questioni dirimenti

- esiste un piano industriale della società per i mesi pandemici? Perché non chiederne la pubblicazione tutti insieme?

- possiamo limitarci a invocare nuovi ammortizzatori sociali che probabilmente arriveranno dal Governo o dobbiamo guardare invece agli scenari futuri dentro i due scali toscani?

- corrisponde a verità la notizia che una serie di attività oggi gestite dalle cooperative in appalto potrebbero essere reinternalizzate per ridurre i costi ma senza il personale che con il ritorno dei licenziamenti collettivi perderebbe il posto?

- è vero che si sta preparando una manifestazione di interesse con dei costi risicati che costringerebbero il futuro appaltatore a privarsi di oltre la metà dei lavoratori negli appalti di handling e pulizie?

- qual è l'intenzione della Regione Toscana che ha dato alla società 10 milioni di euro? Sono fondi pubblici destinati a salvaguardare anche gli attuali appalti, lavoratori in primis, oppure no?

D. Ma la crisi colpisce tutti e tutte...

La crisi travolge i lavoratori di handling ed indotto con stipendi tagliati e part time verticali a casa senza ammortizzatori. Di questo vogliamo parlare?

Solo pochi mesi fa il Fatto quotidiano descriveva la drammaticità della situazine. Secondo i dati di Aci Europe quasi 200 scali rischiano di fallire nei prossimi mesi a causa del crollo della domanda di viaggi aerei dovuto alla pandemia mentre Moody’s prevede che anche nel 2021 “il traffico passeggeri rimarrà di circa il 55% al di sotto dei livelli del 2019”

I sindacati del settore aeroportuale hanno piu' volte ricordato che molti dipendenti in questo anno sono rimasti senza lavoro, altri vengono impiegati solo un giorno al mese eppure non mancano i casi nei quali si costringono lavoratori a spostarsi da uno scalo all'altro per risparmiare. Negli aeroporti contano le unità lavorative per tutte le operazioni necessarie, pensare di risparmiare sulla forza lavoro è non solo un errore ma anche il risultato di politiche di costante riduzione dei costi della manodopera. Ben venga allora l'unità dei lavoratori ma sia una esigenza reale che coinvolga tutti i soggetti colpiti dalla crisi , quelli piu' deboli e con minore potere di acquisto e di contrattazione in primis, i lavoratori degli appalti

 

 

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