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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

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Cosa ci insegna la crisi del Monte dei Paschi?

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 Unicredit, con la benedizione del Governo, sta procedendo verso l'acquisizione del Monte dei Paschi, 6000 posti di lavoro sono a rischio dopo i quasi dieci mila perduti nell'ultimo decennio.

Lo stato italiano salvò Mps dalla Bancarotta con l'impegno di uscire entro il 2022, insomma i soldi pubblici sono stati indispensabili per evitare il crack finanziario ma da qui a statalizzare la Banca corre grande differenza.

La notizia degli esuberi, circa 6000, è stata accolta positivamente dalla Borsa (il che dovrebbe indurre a qualche riflessione sulla ragione per la quale il fondo Melrose proprietario di Gkn voglia chiudere lo stabilimento produttivo), ad oggi si parla di 2500 posti di lavoro di troppo (ricorrendo ad ammortizzatori sociali, buone uscite e pensionamenti) anche se lo stesso Governo si è detto assai pessimista su questi numeri facendo intendere che i tagli occupazionali saranno molti di più.

Le decisioni sul futuro di Mps vengono rinviate a settembre ma gli scenari di un forte ridimensionamento della Banca senese e il suo assorbimento sono ormai chiari, più oscuri invece i futuri assetti azionari. Ma dopo l'acquisto di Ubi da parte di Banca Intesa, la possibilità che Unicredit vada assorbendo Mps guadagnando posizioni a livello nazionale ed europeo è la ipotesi più gettonata.

E nel frattempo Mps chiude il primo semestre con un utile di 202 milioni di euro, lo stesso deficit di capitale nel 2022 potrebbe essere inferiore a 500 milioni di euro, il trenta per cento delle stime dei mesi scorsi. Tante voci e rumors finalizzati allo spezzatino Mps e alla vendita delle azioni a un prezzo decisamente più basso del loro valore effettivo?

In mezzo a questi scenari finanziari, tra fusioni e accorpamenti, quale è il ruolo dello Stato? Sembrerebbe quello di socializzare le perdite lasciare inalterata la privatizzazione dei profitti, decisivo l'intervento pubblico per salvare la banca anni fa, decisivo oggi per favorire processi di ristrutturazione in ambito finanziario

Di fatto Mps potrebbe scindersi in due società, una good bank destinata a Unicredit che a sua volta potrebbe cedere gli sportelli nelle regioni meridionali a una terza banca, e una bad bank dove far confluire i crediti deteriorati, insomma le perdite.

Ma entrambe le banche dovranno essere ricapitalizzate con fondi pubblici e quindi lo Stato pagherebbe in ogni caso senza acquisire una banca nel settore pubblico.

Redazione Lotta Continua Pisa. Da: https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com

 

Il disastro della "missione afgana".
Una querela si aggira per lo Stivale.

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