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Dagli ammortizzatori sociali al welfare: le controriforme richieste dalla Ue

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 La riforma degli ammortizzatori sociali è vicina, a breve toccheremo con mano la natura dei provvedimenti Governativi, dopo gli ammortizzatori sarà la volta del welfare per completare i processi di ristrutturazione richiesti come merce di scambio per i prestiti del Recovery

Perchè il Governo vuole rimettere mano agli ammortizzatori?

Perchè le richieste del mondo imprenditoriale sono sempre più pressanti, non vogliono più la riduzione del danno, cassa integrazione per accompagnare la forza lavoro in esubero verso i licenziamenti, mirano ad ottenere politiche di attive da utilizzare per corsi di formazione e percorsi atti a ricollocare il personale in esubero in aziende non tanto decotte ma legate a prodotti industriali del passato.

Lo Stato rinuncia ad atti di indirizzo e controllo, non ricostruisce la rete dei percorsi formativi con una seria riforma dei centri per l'impiego e il ritorno ai corsi formativi organizzati dalle Province ma ricorre agli ammortizzatori come aiuti alle imprese che sono esentate anche dai costi per la formazione e riqualificazione del personale.

Anni fa settori del Pd accettarono il ridimensionamento delle pensioni in cambio di qualche soldo agli under 18, parlavano di spostare il welfare dai vecchi ai giovani con il risultato di innalzare l'età previdenziale senza investire nella istruzione e nella ricerca.

Poi ci sono gli autonomi che rappresentano ancora un bacino elettorale importante e per questo i nuovi ammortizzatori dovranno tenere conto anche di loro considerando le migliaia partite iva chiuse da 2 anni a questa parte (ricordate quando parlavano, a proposito dei ritardi italiani, di nanismo produttivo italiano e di eccessivo peso degli autonomi?). Cosa sono oggi i lavoratori autonomi? Capire di più sulla loro composizione, sul loro stesso fatturato sarebbe importante per una aggiornata fotografia del paese.

Ma la riforma del welfare determinerà anche lo stravolgimento, ulteriore, dei contratti nazionali, si fanno strada con sempre maggiore impeto, contratti come l'apprendistato, i contratti di solidarietà e di espansione, svantaggiosi per la forza lavoro ma convenienti per le imprese.

Tutto si deciderà nei prossimi giorni, da Agosto circola una bozza della riforma degli ammortizzatori, si tratta di ritoccarla da qualche parte per avere i numeri favorevoli  in Parlamento.

C'è da capire dove e a chi andranno le misure di sostegno al reddito, la ristrutturazione capitalistica appena iniziata impegna il Governo a costruire ammortizzatori anche per le piccole aziende, i sussidi potrebbero essere magari per poche settimane (tre mesi?) e a totale carico dello Stato, ammortizzatori che aumenterebbero in base alla entità delle imprese e al numero della forza lavoro impiegata secondo quel principio di proporzionalità che penalizzerebbe i lavoratori delle aziende più piccole.

E intanto la Cig in deroga potrebbe essere soppressa....

Di sicuro al tavolo del Governo è arrivata una richiesta legittima ossia estendere a tutta la forza lavoro, apprendisti inclusi, gli ammortizzatori sociali, se passerà questo principio di sicuro circoscriveranno nel tempo, per esigenze di spesa, i contributi da erogare.

Alcuni hanno denunciato, a ragione, la logica degli ammortizzatori come sussidio ad imprese che in teoria non ne avrebbero bisogno, è accaduto anche nei mesi pandemici con aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione, o al Fis, nonostante i fatturati con segno positivo.

Crediamo che gli ammortizzatori sociali continueranno a rappresentare una limitazione del danno, magari per la prospettata chiusura aziendale e come compensazione dei licenziamenti, un po' come i sindacati rappresentativi avevano prospettato con l'accordo che aveva dato il via libera al ripristino dei licenziamenti collettivi.

Ad esempio, gli ammortizzatori potrebbero compensare la forzata riduzione dell'orario di lavoro (i padroni ristrutturano, diminuiscono le ore lavorate facendo pagare alla collettività i costi), si andrà al contempo rafforzando non solo il welfare aziendale (i datori pagano meno tasse con i bonus e insieme ai sindacati intensificano il ricorso a previdenza e sanità integrativa), ma anche il ruolo degli Enti bilaterali.

Di sicuro oggi tanto la Naspi quanto la Dis-coll dovranno essere irrobustite perchè da tempo sono del tutto insufficienti a fronteggiare le richieste pervenute. poi ci sono settori fino ad oggi esclusi dalla Naspi come gli agricoli che restano in grande sofferenza.

Ci sembra evidente che siamo davanti a un profondo ripensamento degli ammortizzatori sociali e la direzione intrapresa parrebbe essere più funzionale alle imprese  ai processi di ristrutturazione aziendale con il rafforzamento di contratti sfavorevoli per la forza lavoro. Queste erano le richieste pervenute dalla Ue un anno e mezzo fa e puntualmente arriverà la risposta affermativa del Governo con l'ausilio dei sindacati rappresentativi che nel caso dei licenziamenti collettivi non hanno fatto mancare il loro attivo sostegno.

Da capire l'entità e la finalità del programma Gol, fondo di garanzia di occupabilità dei lavoratori, destinato ai poveri, ai fragili, a chi difficilmente trova una collocazione sul mercato del lavoro.

Il nostro fondato timore è che si prospetti una sorta di mercato a basso costo per lavori con scarsa specializzazione sottopagati e con scarse tutele, destinati a contratti a tempo determinato o a part time.

Tutto da scoprire come sarà possibile ricollocare sul mercato migliaia di lavoratrici e lavoratori rinunciando a priori a una sorta di grande intervento statale in ambito lavorativo e perdurando la politica degli appalti e dei subappalti ad aziende e cooperative.

Pensiamo che una buona parte dei contributi andranno ad imprese destinate alla chiusura per favorire la loro stessa ricollocazione sul mercato, ad esempio nel campo delle rinnovabili, a dimostrare che la tanto auspicata riforma degli ammortizzatori potrebbe essere funzionale ai desiderata delle imprese  (ad esempio ricorrendo a periodi di cassa i processi di ristrutturazione e per il calo del fatturato e della domanda)e della  stessa Ue ma ben poco funzionale alle reali necessità dei lavoratori e delle lavoratrici.

Sicuramente il ruolo dei sindacati in questa riforma, o controriforma, degli ammortizzatori sociali sarà all'insegna della mera subalternità alle imprese

Redazione pisana di Lotta Continua Da: https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com

 

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