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«Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente»

(K. Marx)

Comunicato sull’inizio dei lavori a Camp Darby

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Abbiamo letto sulla stampa che i lavori per il potenziamento di Camp Darby stanno per iniziare entrando nella cosiddetta “fase operativa del progetto presentato dal ministero della Difesa su richiesta del Pentagono e approvato lo scorso anno dal Comipar”.

Ma la realtà è invece altra, il lavoro non solo è iniziato  a settembre (come a suo tempo riferito dalla stampa locale a  proposito della marcatura con una X di vernice spray rossa dei 937 alberi destinati all’abbattimento), ma anche tranquillamente proseguito di buon lena nelle settimane successive.

Adesso non solo sono stati definiti i tracciati, ma sono state completate le opere di trivellazione delle aree interessate, ad esempio quella comprese fra ferrovia e canale dei Navicelli o quella di Tombolo Docks, in riva destra del canale dei Navicelli, per la realizzazione delle palificate necessarie a compattare e consolidare il terreno per conferirgli una portanza sufficiente a reggere ciò che vi si vorrà erigere e caricare sopra.

Questi lavori a cura e carico dell’Amministrazione statunitense avranno risultati davvero straordinari per la “più rapida ed efficiente movimentazione dei carichi di armi che arrivano o partono via mare, direttamente dal porto di Livorno”, come si esprime “senza veli” il colonnello Erik Berdy in visita il 10 luglio scorso a un suo collega, il direttore de La Nazione.

Ma questo soltanto grazie a quanto, con un importo complessivo di spesa assai più consistente (almeno dieci volte) diversi enti (Ministero delle Infrastrutture, Regione Toscana, Comune di Pisa, Ferrovie dello Stato, Autorità portuale, altri) hanno avviato per migliorare la logistica del territorio, a partire almeno dal 2016 con conclusioni attese entro il 2021.

Si tratta d’interventi sulla rete ferroviaria (adeguamento del corridoio tirrenico agli standard tecnologici e d’infrastruttura del Core Corridor TEN-T Scandinavia – Mediterraneo; Terminal Livorno Darsena e direttissima fra porto e linea tirrenica; nuovo raccordo ferroviario col Porto nuovo); sul canale dei Navicelli (consolidamento degli argini e dragaggi); sul canale Scolmatore (dragaggi e foce armata per assicurare al canale un fondale di metri 3,5 fino al mare).

Casualmente, infine, i lavori in corso (quasi 10 milioni di euro, a carico di ANAS e SALT) accanto al cimitero di Stagno per il nuovo svincolo dall’Aurelia per la variante Aurelia e la  A12 consentiranno ai tir in uscita dalla base di accedere alla E80 (la dorsale che dal Portogallo arriva in Turchia ai confini con l’Iran) col semplice attraversamento della via Aurelia.

Una più rapida ed efficiente movimentazione dei carichi di armi che arrivano via mare direttamente a Livorno dai porti di Port Arthur, Baumont, Brazos,  Jacksonville, Philadelfia, Boston,  e partono via mare da Livorno verso Nord (Anversa, i Paesi Baltici) e verso Oriente (Beirut, Aqaba, Gedda, Karachi) certamente sarà assicurata, una altrettanta maggiore “efficienza e rapidità” sarà data alla movimentazione delle armi di Camp Darby su gomma e ferrovia verso il Nord  e l’Oriente.

Immaginiamo per fronteggiare “le minacce” che vengono al nostro Paese e all’alleanza nordatlantica da Russia e Iran, perché altrimenti, per un fine che non corrisponde all’articolo 3 del Trattato Nordatlantico per il quale le basi USA sono presenti in Italia,  l’uso di Camp Darby non dovrebbe essere consentito. 

 

Comitato No Camp Darby

 

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